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Museo del ‘900 a Milano

Realizzato all’interno dell’Arengario, nel cuore di Milano, il nuovo museo è una perfetta unione tra il moderno e l’antico.

Museo del ‘900 a Milano

Inaugurato il 6 Dicembre, il Museo del ‘900, collocato all’interno del Palazzo dell'Arengario in Piazza Duomo, è uno degli esempi oltre che di culla della cultura contemporanea, anche di creazione moderna integrata in una cornice antica. L’architetto Italo Rota ha studiato una soluzione con una scala a spirale al centro della torre che permette l’accesso alle varie sale disposte nel corpo del palazzo, dando modo ai visitatori di godere, oltre che del museo, anche di una vista panoramica da varie prospettive del Duomo e della piazza antistante, oltre che vista su Piazza Diaz e sui particolari architettonici esterni.

Il museo stesso è da considerarsi quasi un’opera d’arte architettonica, creata su quattro livelli, due logge e un piano interrato che ospita un laboratorio multimediale. Grazie anche a una passerella che collega l’Arengario a Palazzo Reale si ha un ampliamento degli spazi disponibili. La disposizione delle sale è semplice e lineare, facilitando il percorso nel museo e la relativa comprensione dell’evoluzione dell’arte nel corso del secolo appena trascorso, sviscerando in 8.500 m² circa cento anni di pittura, scultura e arte visiva.
Sino a fine febbraio, una tensostruttura posta prima del reale ingresso del museo ha in esposizione aerei ed elicotteri creati cento anni fa.

All’interno si inizia con uno dei quadri più rappresentativi dell’inizio del '900, non tanto per la qualità dell’opera ma più per quello che è il suo significato: Il Quarto Stato, di Pellizza da Volpedo. La rappresentazione del cambio di cultura e di struttura sociale che si affacciava al cambio di secolo è raffigurata da un gruppo di operai (la nuova classe sociale) che marciano uniti, si suppone per il primo sciopero.


Il seguito delle sale è semplicemente un seguire la cronologia dei numerosi esponenti del secolo scorso, in sale dove le colonne in marmo, imponenti e chiarissime, sono quasi sminuite dai quadri di immenso valore culturale e non solo: opere di
Picasso (La donna nuda del 1907), le sculture in bronzo di Umberto Boccioni, il futurismo di Giacomo Balla e la sua rappresentazione dei movimenti.

Tra le due guerre si sono poi rivelati pittori del calibro di De Chirico, Giorgio Morandi, Mario Sironi e in pieno Fascismo lo scultore Arturo Martini e la sua pietra porosa. 

A causa della guerra ci furono anni bui per la creatività ma nel dopo guerra ci furono le sculture e le installazioni luminose di Lucio Fontana nei primi anni ’50 e i postimpressionisti come Filippo De Pisis.

Sicuramente i contemporanei sono meno noti dei grandi del passato, l’arte è diventata espressione con oggetti e strumenti cui siamo poco abituati e quindi forse poco capiti, probabilmente nelle ultime sale diventa di maggior impatto il panorama che si può godere dalle finestre che danno su piazza Duomo e la vista sulla cattedrale e anche su Piazza Diaz, con la scultura dedicata alla fiamma dei Carabinieri.
Tutto il percorso è facilitato da un sistema di scale mobili e ascensori, va anche bene quindi per i pigri. Come per le piramidi di ferro e vetro del Louvre anche questa struttura riesce a integrarsi perfettamente con la struttura antica, valorizzandola e rendendola ancora più accessibile agli amanti dell’arte, recuperando un grande patrimonio che non è esclusiva dei milanesi, ma di tutti. L’accesso al museo è gratuito sino a fine febbraio, se ne volete approfittare.    
Per tutte le informazioni a riguardo potete visitare il sito ufficiale: www.museodelnovecento.org.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  museo   milano  
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