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Arrivano i robot insegnanti e infermieri: sostituiranno l'uomo?

Entusiasmo ma anche preoccupazione per le nuove tecnologie che hanno permesso di creare robot "quasi umani". Qualcuno teme che creererà altra disoccupazione

Arrivano i robot insegnanti e infermieri: sostituiranno l'uomo?

E se un giorno commercialisti, infermieri e insegnanti venissero sostituiti da robot? Non è uno scenario fantascientifico, ma una prospettiva concreta, più vicina di quanto crediamo. Questo perché le “macchine” sono diventate talmente sofisticate e precise da somigliare sempre più all’essere umano. Abili chirurghi, ottimi compilatori di dichiarazioni dei redditi, fini radiologi e fedeli badanti per anziani, gli uomini in fibra di carbonio stanno cominciando a ottenere i primi posti di lavoro.

Dove il robot ha già sostituito l’uomo
L’avanzata è lenta e lo scossone al mercato (del lavoro e non) non sarà brusco come quello dovuto all’invenzione della macchina a vapore o dell’elettricità. Certo è che i robot sono in aumento e spesso neanche ce ne accorgiamo. Ad esempio, riporta il Corriere della Sera, il giornale americano Forbes ha cominciato ad affidare a un programma automatico la pubblicazione delle preview societarie; l’Assiociated Press, la maggiore agenzia di stampa americana, fa una cosa simile, cioè delega la pubblicazione degli articoli sui dati finanziari a un software.



Se i robot utilizzati in sala operatoria non sono una notizia sconvolgente, ma anzi fanno parte della realtà di molti ospedali già da anni, vi stupirà sentire che in Corea e Giappone, nelle scuole, arrivano le prime insegnanti-fantoccio. Insegnano le lingue e la calligrafia e, almeno per ora, suscitano molto più entusiasmo della maestra in carne e ossa.

Pro e contro
I «neo luddisti» (in nome deriva dal “luddismo” inglese dell’Ottocento, movimento di protesta che incoraggiava alla distruzione delle macchine della rivoluzione industriale che si temeva avrebbero sostituito l’uomo facendo crescere la disoccupazione) la vedono come la scomparsa di posti di lavoro, come la fine del ceto medio.
C’è però chi esulta: le nuove tecnologie potrebbero liberare l’uomo dalle mansioni più pericolose o faticose. Un esempio concreto è l’introduzione dei robot nelle fabbriche Apple. Niente più suicidi per lo stress: se sarà una macchina, a produrre i nuovi iPhone, gli operai potranno tirare un sospiro di sollievo (o verranno lasciati direttamente a casa? Questo è il dilemma).

Di Caterina Michelotti © Riproduzione Riservata
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