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Sanremo 2019, prima serata

Resoconto della prima serata dell'edizione 69 del Festival di Sanremo, tra Bocelli, Giorgia, i 24 big in gara, pochi applausi e tanti problemi di audio

Sanremo 2019, prima serata

Ieri, puntuale come un orologio svizzero, è partito il Festival di Sanremo. Ventiquattro cantanti - senza distinzione fra "big" e "nuove proposte" - tante gag del duo Raffaeli-Bisio, interventi del Direttore Artistico Baglioni e alcuni ospiti superattesi (tutti made in Italy) hanno dato avvio a questa seguita kermesse canora.

È stato Francesco Renga ad aprire le danze con Aspetto che torni seguito, prima della prima doverosa pausa-pubblicità, da Nino D' Angelo e Livio Cori con Un'altra luce, e da Nek con Mi farò trovare pronto.

Una lunghissima maratona che ha fatto poi seguire, nell'ordine The Zen Circus con L'amore è una dittatura, Il Volo con Musica che resta, Loredana Bertè con Cosa ti aspetti da me, Daniele Silvestri con Argento vivo, Federica Carta e Shade con Senza farlo apposta, Ultimo con I tuoi particolari, Paola Turci con L'ultimo ostacolo.

Ancora stacchi e stacchetti e poi è stata la volta di  Motta con Dov'è l'Italia, Boomdabash con Per un milione, Patty Pravo con Briga con Un po' come la vita, Simone Cristicchi con Abbi cura di me, Achille Lauro con Rolls Royce, Arisa con Mi sento bene, Negrita con I ragazzi stanno bene, Ghemon con Rose viola, Einar con Parole nuove, Ex-Otago con Solo una canzone, Anna Tatangelo con Le nostre anime di notte, Irama con La ragazza con il cuore di latta, Enrico Nigiotti con Nonno Hollywood e Mahmood con Soldi.


A colpire, sono stati i lunghi silenzi e i tiepidi consensi per i protagonisti, cantanti e non. Platea timida o insoddisfatta? Vedremo.

 

Ovazione per Bocelli

Primo ospite della serata Andrea Bocelli accompagnato da Claudio Baglioni in Il mare calmo della sera, il pezzo composto da Zucchero con cui l'artista toscano vinse il festival 25 anni fa tra le allora "nuove proposte". Raggiunto sul palco dal figlio Matteo, al quale ha simbolicamente passato il testimone, ha eseguito un'intensa versione di Fall on me, tra i brani presenti nell'ultimo cd del tenore: standing ovation d'ordinanza.

 

Le gag di Bisio

Niente politica, niente attualità, niente cronaca. Aveva detto qualche ora prima Claudio Bisio. Che, per il suo primo intervento, sceglie come argomento le polemiche delle ultime settimane sulle posizioni "politiche" di Claudio Baglioni.

«Mi hanno stupito. Mi ha stupito il vostro stupore. Baglioni fa politica? Ora ve ne accorgete? Lui è sempre stato sovversivo. 'Passerotto non andare via' è una presa di posizione verso gli immigrati: restate qui. L'ha detto 30 anni prima che arrivassero, è lui che li ha sobillati». E, continua: «'Tutti qui': Capite? Anni fa l'ha scritta. E poi, mentre quelli arrivavano: 'Io me ne andrei'. E bravo, quelli arrivano e tu te ne vai. Sei furbetto...». Poi, dopo l'arrivo di Baglioni sul palco che canta Io sono qui, Bisio chiude: «Se siete d'accordo, non parliamone più. Gli odiatori professionisti lasciamoli fare, sanno fare solo quello. Ma questo uomo ha un grande cuore e una grande testa, oltre che la voce. Se vi fidate di lui e di noi andremo molto bene». Applausi.

 

La famiglia Addams e il ricordo di Frizzi

Sul palco dell'Ariston arrivano anche lo zio Fester, Mortisia e Lerch. I tre conduttori si sono trasformati nei componenti della Famiglia Addams, dando vita ad una coreografia musicale tratta dal film. Il numero strizza l'occhio ai numerosi post comparsi prima del festival, in cui i tre sono stati spesso accostati ai lugubri ma divertenti personaggi della celebre serie televisiva degli anni '30. Pausa e, rimasto solo sul palco, Baglioni ricorda Fabrizio Frizzi: «Oggi avrebbe compiuto 61 anni. Fabrizio per me era un grande curioso, ingenuo, sorriso. Ci piace ricordarlo così, col sorriso e le braccia aperte, proprio come Modugno mentre canta 'Volare'», facendo riferimento alla gigantografia, sul led alle sue spalle. Seconda standing ovation del pubblico dell'Ariston.

 

La più criticata? La giacca di Bisio

Ricami nero e oro e inserti lurex: la prima giacca sfoggiata da Bisio - firmata Etro - non è passata inosservata: «È arrivato un tweet sulla mia giacca, chiedono se la mia stilista è dei Casamonica», ha detto. La Raffaele, al suo fianco, ridendo fa la battuta: «Salutiamo i Casamonica» per rendersi subito conto della gaffe e cercando la classica arrampicata sugli specchi. In soccorso interviene lo stesso Bisio, dicendo «Non preoccuparti, siamo registrati poi la tagliano» ma l'imbarazzo e il silenzio in sala non passano inosservati.

 

Guardaroba a cinque stelle

Come tradizione vuole, occhi puntatissimi sulla mise della co-conduttrice. Solo pochissime ore prima dell'inizio del Festival, infatti, è stato reso noto da un tweet della stessa maison, che per la serata inaugurale la Raffaeli avrebbe indossato abiti Giorgio Armani Privé. Tre i cambi: lungo e scivolato il primo, con taglio regolare, leggerissimo strascico e con uno spacco di tessuto, bianco latte, rifinito da una sottilissima fila di cristalli asimmetrici; corto con la gonna leggermente a campana e di pizzo il secondo, costellato da microdiamanti, più sbarazzino e meno solenne del primo: e, per la terza uscita, ritorna al lungo con un tubino nero, aderente, senza spalline, lieve scollatura profilata da una fila di diamanti scintillanti e un calibrato spacco che svelava una parte di gambe. Deliziosa, nonostante le critiche social.

 

Giorgia incanta l'Ariston

Venticinque anni sono passati anche per lei ma la sua voce è splendida come la prima volta che è salita su quel palco per interpretare E poi. Giorgia è stata la vera regina dell'Ariston incantando la platea del Festival con un medley delle cover scelte per il suo album, da Le tasche piene di sassi di Jovanotti a Una storia importante di Eros Ramazzotti, fino a I will always love you di Whitney Houston. Acuto da brivido. Ingresso del pianoforte in scena e Claudio Baglioni l'accompagna in un intenso duetto, sulle note di Come saprei. Grazie alla cantante romana, , avvolta in uno splendido Dior nei colori dell'oro, siamo certi che lo share sia salito. Almeno un po'.

 

Classifica provvisoria

Tra importanti problemi di audio che hanno reso molti testi incomprensibili, (quasi) sconosciuti protagonisti, costruzioni melodiche già sentite ("Musica che resta" ricorda "Grande Amore" anche ai meno avvezzi), ben oltre l'una di notte spunta la classifica. Come da regolamento i 24 cantanti arriveranno tutti alla finale di sabato 9 febbraio. Ci saranno, sera dopo sera, però le attesissime classifiche provvisorie che porteranno alla proclamazione del vincitore. La prima vede in cosiddetta "fascia alta" (quindi ai primissimi posti, senza rivelare i dati esatti per ovvi motivi di suspense): Bertè, Cristicchi, Il Volo, Irama, Nek, Renga, Silvestri e Ultimo. Poco gradimento, invece, per Achille Lauro, Einar, Ex-Otago, Ghemon, Mahmood, Motta, Nino D’Angelo e Livio Cori, The Zen Circus.  Gli altri "in mezzo". Staremo a vedere.

 

Di , © Riproduzione Riservata
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