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Sanremo 2015: 11 febbraio, resoconto seconda serata

Il festival di Carlo Conti parte col botto, di fatto un italiano su due ha seguito la prima serata con oltre il 49% di share. Per la seconda serata sarà lo stesso? Vediamo cosa è accaduto...

Sanremo 2015: 11 febbraio, resoconto seconda serata

Il primo a dare i numeri è stato il direttore di RaiUno, Giancarlo Leone: «Ascolti boom per #Sanremo2015!» ha cinguettato su twitter. Ovviamente soddisfatto Carlo Conti che però mette le mani avanti: «Andiamoci piano, dobbiamo ancora pedalare, abbiamo ancora tante puntate davanti. Quando mi hanno detto i numeri, pensavo fosse la proiezione di quel che può accadere nell'ultima serata, non aveva capito che fosse il risultato della prima. Io non ho l'angoscia degli ascolti, ma questa volta, dalle dieci meno un quarto alle dieci, aspettando i risultati, ho provato una sindrome strana. La sindrome del calciatore che tira il rigore ma solo il giorno dopo saprà se ha segnato o no». La domanda dunque nasce spontanea: è riuscito con la seconda serata a eguagliare l'importante traguardo raggiunto nella prima? Vediamo come è andata.

Le new entry
Un Carlo Conti sempre più padrone di casa apre la serata ringraziando i copiosi acoltatori e annuncia le prime due sfide tra le Nuove Proposte (e occupa l'anteprima così, evitando le noiose lungaggini della prima serata). Aprono la gara Kaligola (17 anni, diretto dal nonno) e Kutso in versione “floreale” (della serie, bene o male purché se ne parli...) passano questi ultimi con Elisa. Altra sfida, tra Enrico Nigiotti (ex Amici) e Chanty e, nonostante le apparenze è il primo a spuntarla. Stacco pubblicitario e... al via la gara tra i big.


I 10 big in gara
In scaletta la gara degli altri dieci big. Ad aprire la tenzone è Nina Zilli con Sola, seguono Marco Masini con Che giorno e Anna Tatangelo con Libera. Un'aura nuova l'attraversa, ma, più tardi, la classifica non le darà ragione Un Raf un po' sbiadito ha cantato, commosso e con voce non sempre ferma (non sono più gli Anni 80, ahinoi) Come una favola e poi l'attesissimo Il Volo. Per loro Grande amore, classica melodia sanremese, un pop lirico che a parte qualche imprecisione di esecuzione dovuta all'emozione (a Gianluca, che festeggia i suoi venti anni proprio oggi, scappa persino una lacrima) riesce a strappare ampi consensi in platea. Dopo l'omaggio a Mango, introdotto da Arisa (balletto sulle note di Lei verrà), Irene Grandi sale sul palco sicura e si gusta il suo Un vento senza nome. Dopo vari stacchetti tra ospiti e informazioni commerciali da 90 secondi, il duo Biggio-Mandelli interpreta Vita d'inferno: e l'Ariston si trasforma, per tre minuti, in un circo variopinto. Ce lo aveva anticipato Emma, nel presentarli con un «dicono di essere diventati cantanti». Giunge il momento del vincitore dell'ultima edizione di X Factor, Lorenzo Fragola che con Siamo uguali conquista l'udito per la facile melodia. La voce trema per l'emozione, ma tant'è. Bianca Atzei con Il solo al mondo e, per finire, Moreno. Il rapper vincitore di Amici di Maria è ingessato nel completo a doppiopetto, elegantissimo ma che non gli permette fluidità nelle movenze a cui ci ha abituato: Oggi ti parlo cosi precipita in classifica ed è forse il flop meno atteso (ma più sperato).

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