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La signora dello zoo di Varsavia: la nostra recensione

La recensione del film La signora dello zoo di Varsavia, trasposizione cinematografica di un romanzo di Diane Ackerman

La signora dello zoo di Varsavia: la nostra recensione

Arriverà giovedì 16 novembre nei cinema italiani La signora dello zoo di Varsavia, il nuovo film di Niki Caro incentrato sull'occupazione nazista della Polonia. Tratta da una storia vera, si tratta di una delle più interessanti pellicole in uscita a novembre 2017.

Trama
Siamo nel 1939 a Varsavia, in piena Seconda Guerra Mondiale. Jan Żabiński, custode dello zoo della capitale polacca, e sua moglie Antonina sono una coppia affiatatissima, costretta ad assistere inerme all'invasione nazista della città, e al suo conseguente bombardamento. A finire in macerie anche il giardino zoologico della tenera coppia, con terribili esiti per molti degli animali che lo popolano. Grazie ad un accordo con il capo zoologo del Reich, Lutz Heck, i due riescono a riavviare il loro lavoro, ma con l'inizio le deportazioni, i coniugi Żabiński capiscono che non possono più starsene con le mani in mano: è così che decidono così di riadattare le gabbie e le gallerie sotterranee dello zoo e trasformarle in un efficace quanto insospettabile nascondiglio per intere famiglie di Ebrei.

Volete saperne di più sul film La signora dello zoo di Varsavia? Ecco il trailer in italiano:


Recensione
Adattamento di un romanzo di Diane Ackerman, La signora dello zoo di Varsavia è tratto da una storia vera. È una consuetudine ormai, per il cinema dedicato alla tragedia dell'Olocausto, quella di scegliere episodi realmente accaduti, storie spesso eroiche capaci di conferire al racconto una venatura ancor più drammatica e, al contempo, di sottolineare quella componente umana che resiste anche laddove la brutalità sembra aver avuto la meglio. Sono splendide storie di speranza, eppure in questo il film di Niki Caro non aggiunge nulla al già vastissimo repertorio di riferimento.

La vera particolarità de La signora dello zoo di Varsavia risiede piuttosto nel suo peculiare elemento narrativo, quello dello zoo. È nella contrapposizione tra la purezza degli animali e la brutalità dell'essere umano che il confine tra essere razionale e belva si fa labile, quasi invisibile. Laddove la ferocia è carattere estremamente diffuso, la tenerezza diviene un tesoro raro, da scovare e, soprattutto, da investire coraggiosamente, per attuare quella eterna legge che vuole che il bene generi altro bene.

«Il fatto che si svolga in uno zoo – ha spiegato la regista Niki Caro mi ha incuriosito molto, perché fa riflettere su cosa sia umano e cosa sia animale e su cosa sia una gabbia e cosa non lo sia. Lavorando alla regia e alla sceneggiatura pensavo sempre al legame tra questi due aspetti, a tutti gli aspetti visivi della narrazione che entrano di conseguenza in gioco».

 

Cast
Un cast di qualità quello scelto dalla regista Niki Caro per il suo film La ragazza dello zoo di Varsavia. Nei panni dei due protagonisti, i coniugi Jan e Antonina Żabiński, troviamo rispettivamente Jessica Chastain e Johan Heldenbergh. Daniel Brühl e Tomothy Radford interpretano Lutz Heck Ryszard Żabiński (da giovane), mentre i personaggi di Magda Gross e Maurycy Fraenkel sono affidati a Efrat Dor e Iddo Goldberg. Infine Shira Haas, Michael McElhatton e Val Maloku vestono i panni di Urszula, Jerzyk e Ryszard Żabiński.

Di Francesca Ferrandi, © Riproduzione Riservata
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