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La Passione, il nuovo film di Carlo Mazzacurati

Reduce dalla 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia esce venerdì nelle sale cinematografiche italiane l’ultimo film di Carlo Mazzacurati che nel cuore della Toscana mette in scena una versione tragicomica della Passione di Cristo. Tra risate e commozione il regista padovano propone una personale rivisitazione della salita al Calvario.

La Passione, il nuovo film di Carlo Mazzacurati

La Passione di Carlo Mazzacurati
Era tra le belle speranze italiane alla 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.  E’ tornato a mani vuote, ma con otto minuti di applausi, stampa divisa (ma applauditissimo alle due anteprime proprio ad essa riservate) e relative riflessioni sull’opportunità di inserirlo in concorso al festival veneziano.
Ora, il prossimo 24 settembre, affronterà la prova botteghino. Stiamo parlando de ‘La Passione’, l’ultimo film diretto da Carlo Mazzacurati che venerdì esce nelle sale cinematografiche italiane. 


La pellicola del regista padovano nasce da una personale rivisitazione della sacra rappresentazione del venerdì santo e vede intrecciarsi le vicende tragicomiche di maschere cinematografiche collaudate. Ci sono un po’ tutti: dal regista in crisi alla divetta capricciosa e sfacciata, passando per il pessimo attore e il ladro redento, in un corollario di personaggi che interagiscono tra loro in una sceneggiatura altalenante tra divertimento e riflessione.
In questa commedia circolano strani figuri i cui volti definiscono un cast di tutto rispetto e particolarmente affiatato per un film sicuramente piacevole da vedere. 

Come raccontato dallo stesso regista alla conferenza stampa di presentazione a Venezia, il film, laico, nasce da una sua disavventura personale condita da fantasiosi particolari che l’hanno poi portato a volerne trarre una sceneggiatura. Ne viene fuori un affresco italiano in cui si ritaglia un suo spazio anche l’attualità.

Giuseppe Battiston e Silvio Orlando
La vicenda si snoda partendo da Gianni Dubois (Silvio Orlando), un regista in piena crisi creativa che è chiamato a mettere in scena la sacra rappresentazione del venerdì santo in un piccolo centro della Toscana. Una grande occasione, l’ultima, per l’uomo che da anni si barcamena tra insuccessi e false opportunità. Naturalmente le cose da subito non girano per il verso giusto e il povero regista si ritrova ad essere vittima di un’intricata rete di ricatti causati da un grosso problema edilizio.

Il film, ambientato in provincia di Pisa e di Livorno a Casale Marittimo e a Guardistallo, a Montescudaio e a Querceto, a Cecina e a Montecatini Val di Cecina è prodotto dalla Fandango.

Cast
Girato in nove settimane comprende nel cast oltre al protagonista Silvio Orlando: Cristiana Capotondi (Flaminia Sbarbato), Giuseppe Battiston (Ramiro), Kasia Smutniak (Caterina), Maria Paiato (Helga), Giovanni Mascherini (Jonathan), Stefania Sandrelli (sindachella) e nei panni del Messia Corrado Guzzanti (Abbruscati).
La sceneggiatura è di Umberto Contanello e Doriana Leondeff, la fotografia è di Luca Bigazzi, le scenografie di Giancarlo Basili, i costumi di Francesca Sartori.

Di © Riproduzione Riservata
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