Home » Tempo Libero » Cinema / Tv » Irrational man, la recensione del nuovo film di Woody Allen

Irrational man, la recensione del nuovo film di Woody Allen

Irrational Man, diretto da Woody Allen e con una grande interpretazione di Emma Stone, è un film particolare in cui torna nuovamente l'interesse del regista per la filosofia. Leggi la nostra recensione!

Irrational man, la recensione del nuovo film di Woody Allen

Dicembre, per quanto riguarda i film in uscita, non smette di stupirci: è appena uscito nelle sale Irrational man, il nuovo film di Woody Allen che approderà anche nei cinema italiani. La curiosità intorno alla pellicola è grande, trattandosi dell’ennesima opera del formidabile regista statunitense che con il suo nuovo prodotto cinematografico sembra voler ritornare ai fasti raggiunti con Match Point.

Trama
Abe Lucas, il protagonista di Irrational Man, è un professore di filosofia che si trasferisce in una piccola città per insegnare ad un college: l’uomo è emotivamente instabile e alla continua ricerca del vero senso della sua vita. Eppure Abe sembra inserirsi subito nella maniera migliore nel nuovo contesto che lo ospita: stringe infatti un solido legame con una collega di nome Rita Richards che, ben presto, si trasformerà in una vera e propria relazione sentimentale. La donna, infelice del proprio matrimonio, spera che il professore possa salvarla da quella vita noiosa e mortificante.
Contemporaneamente, però, Abe si ritrova a conoscere in maniera sempre più approfondita anche Jill Pollard, la sua migliore allieva che diventerà presto anche la sua più vicina amica. È a questo punto che il film subisce una decisa variazione di rotta: un inaspettato evento farà irruzione nella quotidianità dei tre protagonisti, influenzandone completamente il resto della vita.


Film
L'aspetto più interessante di Irrational Man è certamente l’attenzione quasi maniacale che il regista dedica alla componente filosofica, per nulla secondaria in questa pellicola. Woody Allen infatti, rispetto alla parentesi più leggera del suo ultimo film Magic in the moonlight, dimostra di essere tornano in quella fase più meditativa e riflessiva che da sempre ha contraddistinto la sua lunga carriera cinematografica. Ad essere analizzato in chiave filosofica è, in Irrational Man, questo spasmodico amore per il pericolo da cui i protagonisti sono fatalmente attratti.

«Io non cerco il rischio – racconta il regista del film – sono il tipico codardo della classe media. Jill è come me, si prende una cotta per Abe perché è carismatico, vulnerabile, autodistruttivo, però lei è una fanciulla borghese che starebbe meglio con una ragazzo del campus, uno con una vita normale, non dovrebbe farsi coinvolgere da un filosofo irrazionale, del genere. Ma gli esistenzialisti sono fiammeggianti. Quando leggi gli altri filosofi, ad esempio Spinoza, li trovi brillanti ma sono anche pesanti, mentre nell’esistenzialismo incontri tutti questi uomini che bevono caffè, fumano, scrivono di suicidio e di ammazzare la gente… E poi partoriscono anche questi brani filosofici che sono pieni d’azione come romanzi e spettacoli. Quindi Jill viene trascinata dal carisma di Abe così come le persone che leggono filosofia vengono coinvolte dall’esistenzialismo, dalla sua teatralità».


Cast
Se fondamentale, ai fini della ottima riuscita di Irrational Man, è stato senza dubbio il lavoro di Woody Allen, non è da sottovalutare l’ottima interpretazione della nuova musa del regista, Emma Stone, nel decisivo ruolo di Jill. Il personaggio di Abe è invece interpretato da Joaquin Phoenix, mentre nei panni di Rita troviamo Parker Rosey. I ruoli di Roy, Sandy e Danny sono invece affidati rispettivamente a Jamie Blackley, Meredith Hagner e Ben Rosenfield.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami