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Mostra del cinema di Venezia 2016: ecco chi ha vinto

Leone d'Oro per Lav Diaz, solo un premio per l'Italia: ecco tutti i vincitori della Mostra del cinema di Venezia 2016

Mostra del cinema di Venezia 2016: ecco chi ha vinto

La 73esima edizione del Festival del cinema di Venezia è giunta al termine e oltre ad offrire prelibatissimo cibo per i ghiotti di gossip – come non pensare, ad esempio, alle passerelle sul red carpet? – ha in un certo senso aperto una nuova stagione cinematografica. Lo ha fatto presentandoci quelli che saranno, con ogni probabilità, alcuni tra i film più chiacchierati di qui sino alla serata degli Oscar. Insomma, se siete appassionati di grande schermo ve lo starete di certo chiedendo: chi sono i vincitori della Mostra del cinema di Venezia?


Festival del cinema di Venezia: i premi più importanti
A trionfare al Festival del cinema di Venezia, aggiudicandosi l'ambitissimo Leone d'Oro tra gli scroscianti applausi della folla, è stato il regista filippino Lav Diaz. The Woman who left, la cui protagonista è una donna che viene rilasciata dopo 30 anni di carcere per un crimine non commesso, è un lungometraggio di struggente umanità, capace di emozionare e di scombussolare il cuore.
Tom Ford si aggiudica invece il Gran Premio della giuria con Nocturnal Animals, mentre il Leone d'Argento per il miglior regista è un ex aequo tra Amat Escalante (La Region Salvaje) e Andrei Konchalovsky (Paradise).
Non mancano i premi per i migliori interpreti maschili e femminili: se li aggiudicano rispettivamente Oscar Martinez, con El Ciudadano ilustre, ed Emma Stone, con La La Land. Un premio che, onestamente, non ci sorprende neanche più tanta è la bravura della giovanissima e bellissima attrice, musa di Woody Allen.


Festival del cinema di Venezia: e gli italiani?
Dicono che a giocare in casa ci si procuri un certo vantaggio. Certo, a patto che ci si presenti con una squadra competitiva: non è il caso dell'Italia che, per la corsa alla Palma d'Oro, si è affidata a tre pellicole troppo (forse) leggere per il concorso maggiore. Stiamo parlando di Piuma di Roan Johnson, Questi giorni di Giuseppe Piccioni e Spira mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti; tre film validi eppure non abbastanza travolgenti, non pregni di quel profondo messaggio capace di lasciare a bocca aperta la giuria. Siamo poeti, lo siamo da generazioni e generazioni noi «genti del bel paese là dove 'l sì suona», eppure non riusciamo più a tirar fuori quel lirismo che da sempre ci contraddistingue. O forse – più realisticamente – la bassezza della quotidianità ci ha abituati all'ordinario e la poesia non la sappiamo cogliere più. Perché film davvero validi l'Italia li sforna ancora, ma restano lì, in un angolino, oscurati da pellicole meno profonde, ma che richiedono anche meno impegno. Ci siamo stancati di rincorrere la bellezza, con tutto lo sforzo che questa ricerca richiede. Tutto qua.

A farci serbare nel cuore una piccola dose di orgoglio è Federica Di Giacomo: il suo documentario Liberami, incentrato sull'esorcismo ma lontano anni luce dall'estetica horror, è un'indagine rigorosa e puntualissima che vale il premio Orizzonti per il miglior film. Perché non presentarlo direttamente al concorso maggiore del Festival del cinema di Venezia?

 

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata

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