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Oscar 2015: discorsi, premi e emozioni dei vincitori

La notte degli Oscar 2015 è stata ricca di emozioni. Abbiamo visto le lacrime di Julianne Moore quando è stata invitata a salire sul palco come Miglior Attrice Protagonista e i discorsi dei vari vincitori, che hanno avuto modo di esprimere le loro idee davanti a tutto il mondo

Oscar 2015: discorsi, premi e emozioni dei vincitori

Julianne Moore, che ha ottenuto il Premio Oscar da Matthew McConaughey come Miglior attrice protagonista nel film Stil Alice, non è riuscita a trattenere le lacrime al momento di salire sul palco e ha detto: «Non posso crederci che sia successo davvero». Un'emozione forte, espressa con parole sincere. La Moore non ha mancato di ringraziare tutti, dai colleghi ai parenti più stretti. Ha voluto ricordare un articolo letto in passato che diceva: «Vincere un Oscar allunga la vita di cinque anni».

L'attrice vincitrice ha reso omaggio anche a tutti coloro che ogni giorno lottano contro l'Alzheimer, proprio come la donna di cui ha vestito i panni nel film Stil Alice. Vediamo gli altri discorsi fatti dai vincitori dei Premi Oscar 2015.

Patricia Arquette, ricorda i diritti delle donne

Patricia Arquette ha vinto il premio di Miglior Attrice non Protagonista per Boyhood ed ha colto l'occasione per fare un discorso sentito e mirato. Ha parlato di come ancora oggi il problema della disparità sessuale sia forte, soprattutto in quei lavori, come il suo, dove l'aspetto fisico conta tanto. Arquette ha detto: « Più le donne invecchiano, meno guadagnano. E' imperdonabile, andiamo in tutto il mondo a parlare di parità dei diritti per le donne negli altri paesi » ma non riscontra poi questa uguaglianza nel suo Paese.

Graham Moore, discorso autobiografico

Il discorso di Graham Moore, vincitore per la Miglior Sceneggiatura non Originale con il suo The Imitation Game, è stato autobiografico. Ha parlato di se, ammettendo che all'età di 16 anni ha tentato di uccidersi. Prosegue con un invito: «Vorrei dedicare questo momento a qualsiasi ragazzo che, là fuori, si senta non appartenente a nessun luogo. In realtà, non è così.» Ricorda a tutto il mondo che la diversità, che l'essere “strano” non è un peccato, ma un pregio che può portare lontano, forse sul palco degli Oscar 2015.

Di Claudia Lemmi © Riproduzione Riservata

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