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Avatar, filosofia e antropologia di lettura

Avatar: telepatia, madre natura, ecologia, interconnessione. Quanti messaggi arrivano da questo film!

Avatar, filosofia e antropologia di lettura

James Cameron dirige AvatarAvatar è l’ormai famoso colossal che moltissimi di noi hanno atteso con impazienza, soprattutto chi ama James Cameron, eclettico e intrigante regista (solo per citare qualcuno dei suoi film più famosi: Titanic, Terminator, Apollo 13, Aliens, Abyss, ecc). Già dalla sua filmografia traspare un suo interesse molto radicato per tutto ciò che è legato ad altri mondi, agli abissi misteriosi, a pianeti sconosciuti, ed ecco che Avatar ne conferma in parte tale interesse, andando però oltre e collegandosi con un filone attuale che spinge tutti noi verso una sensibilità maggiore nei confronti dell’ambiente, della natura, di legami ancestrali e antichi, di poteri persi nel tempo ma facenti parte di un nostro antico vissuto.
Natura in AvatarÈ una storia sociale con uno spessore ecologico alle spalle, in cui l’uomo bianco è posto sotto una luce negativa, è saccente, privo di buoni sentimenti, crudele nei confronti della natura che da esso viene saccheggiata ingiustamente.
In realtà ognuno di noi si può riflettere in un Avatar, poiché il Congo, attualmente teatro di guerre e lotte intestine per il controllo sull’estrazione de tantalio (un minerale utile per la telefonia mobile) è una sorta di Pandora! Perché Pandora è anche il bellissimo Madagascar, dove molti animali stanno rischiando fortemente l’estinzione, o ancora la foresta amazzonica in preda al raptus incontrollato di uomini senza scrupoli che ne coltivazioni di alberi da cui estrarre il famigerato olio di palma!
Nel nostro mondo sono tante le realtà da difendere, proprio come Pandora, e Cameron è a questo che vuole arrivare: sensibilizzare, tramite un film, su temi scottanti e attuali, che toccano tutti noi.

Pandora

Il tema dell’universo in cui tutto è connesso è trattato ampiamente nel film, ma già antichi e nobili poeti, tra cui Dante, lo consideravano come facente parte della filosofia. Noi uomini moderni ci allontaniamo da tutto ciò perché troppo Protagonisti Avatarrazionali, legati alla concretezza delle cose, a ciò che è puramente materiale, ma spesso anche effimero.
Mentre l’entanglement, cioè il paradosso o teorema di Bell, è il filo conduttore del film, ovvero l’intreccio che collega tutti noi e l’universo, l’interconnessione, un’energia speciale che unisce il genere umano con la natura. La possibilità che una piccola struttura, a seguito di un semplice comportamento, possa in qualche modo condizionarne un’altra a distanza, è chiave di lettura stessa. Certo questo è un tema non facile da comprendere o, come spesso accade, da accettare, soprattutto per gli scettici, ma come spiegare allora i reali fenomeni di telepatia? Nel film sono presenti, ma anche  nella nostra vita quotidiana, non vi è forse mai capitato di pensare ad una persona e dopo qualche minuto il telefono ha squillato? Sì, dall’altra parte c’era proprio quella persona che vi stava cercando!

Insomma questo film è forse da vedere e rivedere, con il piacere di guardare un bel prodotto cinematografico, ma con una molto attenta chiave di lettura filosofica, antropologica ed ecologica.
Buon film a tutti!

Di © Riproduzione Riservata
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