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Scuola sci per bambini

I bambini attratti dalla neve possono iniziare già a 4 anni una scuola di sci: divertente e visto come un gioco, se appassiona diventerà un buon sport da praticare anche negli anni a venire.

Scuola sci per bambini

SciIn Italia lo sci è davvero uno degli sport più amati. Non siamo solo amanti del calcio e delle moto, ma anche di questo sport sulla neve, che in realtà ha radici molto più antiche di altri e che è per noi vanto, poiché ci sono molti  sciatori nostrani, famosi non solo in Italia, ma in tutto mondo! Basti pensare allo sci alpino di Gustav Thoni o a Zeno Colò. Che dire poi dello sci rosa, rappresentano da nomi importanti come Deborah Compagnoni e Isolde Kostner.
In questi giorni si stanno svolgendo i Giochi Olimpici Invernali di Vancouver, in Canada, esattamente dal 12 al 28 febbraio.
In Italia le persone che amano lo sci sono moltissime e le famiglie con bambini che intendono ogni anno iniziare questo sport aumentano di anno in anno. Inoltre questa stagione invernale quest’anno risulta essere particolarmente invitante e ricca di tanta fresca neve.

Iniziare a sciare per un bambino è davvero un’esperienza unica ed emozionante. Sono necessari però alcuni importanti elementi perché tal esperienza abbia tutte le carte per riuscire al meglio, Scuola sci bambinipartendo ad esempio dalla scelta di una buona scuola di sci, da un ottimo, paziente e preparato maestro, da un buon inserimento nel gruppo e da tanti altri fattori.
La professionalità e la qualifica sono due degli elementi imprescindibili che un buon maestro deve avere. Il bambino si deve sempre sentire sostenuto e sicuro, deve avere in ogni momento le giuste regole, i consigli più appropriati, e ricavare da essi la corretta dose di determinazione, coraggio, autostima e sicurezza, senza dimenticarsi di divertirsi, che è poi la cosa più importante.
Il rapporto tra il maestro e l’allievo è quindi il fulcro di questa disciplina, non è solo un insegnante ma un vero e proprio educatore, che deve e-ducere, dal latino condurre, nello specifico e più approfonditamente liberare, condurre fuori, prendere per mano e aiutare in questo nuovo tipo di cammino il giovane allievo a percorrere una strada che in questo caso è in discesa!
Un compito sicuramente non semplice, ma proprio per questo affascinante e delicato, ricco di piccole e grandi Prima sciatasoddisfazioni, che poco a poco si manifestano da entrambe le parti, sia per chi sta impartendo la lezione sia per chi la sta ricevendo.
In Italia i maestri iscritti all’albo nazionale gestito dalla Fisi (Federazione Italiana Sport Invernali) sono 15.000, devono avere almeno tre anni di corso per poter  insegnare, e devono portare sempre con loro il documento che attesta la qualifica raggiunta, e le eventuali ulteriori qualifiche.
È dunque molto importante affidarsi sempre a delle buone scuole, in questo modo si ha la possibilità di avere degli insegnanti validi e preparati.
Esistono delle scuole con annessi addirittura degli “asili neve”, con personale qualificato, proprio come un asilo di città!

L’attrezzatura, si sa, è costosa, così com’è rapida la crescita dei pargoli, ecco perché se non si ha la possibilità di passaggio di tute, scarponi e sci da fratelli o cugini più grandi, è forse preferibile ricorrere al noleggio, assolutamente più economico.

Si può iniziare a sciare già a quattro anni, il bambino sarà attratto più dal gioco sulla neve, non ancora ovviamente dallo sport in sé, ma il semplice stare in equilibrio e scivolare sulla bianca e candida neve è già una bellissima e positiva emozione.
La lezione non dovrà essere troppo lunga, arrivando all’ora e mezzo al massimo. E' magari preferibile iscrivere i bambini in modo che prendano lezioni con un piccolo gruppo di coetanei, piuttosto che da soli, poiché singolarmente possono Bimba felice sulla  nevedivertirsi meno o peggio annoiarsi, mentre in gruppo è ancora più divertente. Il costo delle lezioni fatte in gruppo è indicativamente dai 100 ai 130 euro per cinque lezioni.

Riguardo l’altitudine, attenzione a non fare andare i piccoli subito ad altitudini tropo elevate, poiché ciò comporterebbe una maggiore fatica soprattutto a livello respiratorio.

http://www.fisi.org/

Di © Riproduzione Riservata
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