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Uomini che non sopportano un capo donna

A cosa è dovuto il fatto che sul lavoro non Si accetti un capo donna? Maschilismo, pregiudizi o cos'altro?

Uomini che non sopportano un capo donna

Per alcuni uomini avere un donna come responsabile sul lavoro è un'offesa, un disonore o quantomeno una fastidiosa condizione di svantaggio e costituisce un vero problema. Poco importa se è competente, brava o con molta esperienza, perché se a ricoprire un ruolo è una persona con la gonna, per alcune persone è davvero insopportabile e, nei casi più estremi, alcuni chiedono addirittura le dimissioni. Ma quali motivazioni spingono uomini e donne a non tollerare un capo di sesso femminile?



Preconcetti e religione
Qualche settimana fa all'Hotel Danieli di Venezia un lavoratore egiziano, di religione islamica, non accettava di ricevere istruzioni dal proprio superiore in quanto donna. Il caso ha suscitato parecchie polemiche che hanno puntato il dito contro questa religione, e per questo motivo è stato interpellato il capo della comunità islamica del Veneto, secondo il quale molte persone musulmane confondono spesso i pregiudizi e i luoghi comuni della propria società di provenienza con le reali prescrizioni religiose. Si tratterebbe quindi solo di preconcetti, perché la religione islamica non ha mai dichiarato di non prendere ordini lavorativi da donne.


Cultura maschilista
Molto spesso la causa dell'incapacità a tollerare un superiore donna risiede in una cultura maschilista; essere comandati da una persona di sesso femminile è qualcosa che gli uomini non amano e non solo sul lavoro.
La difficoltà di relazionarsi con capi donna è legata all'impostazione culturale della società, perché i ruoli sociali tradizionali hanno designato la figura maschile come quella che detiene il potere; questo concetto è rimasto radicato nella psicologia di molti uomini, anche se poi la società si è sviluppata.

Pregiudizio
Alcuni uomini, poi, non ritengono abbastanza adeguate le donne, soprattutto se rivestono cariche particolari. Spesso c'è l'idea che la donna non sia portata per natura a ruoli di comando e non la ritiene in grado di avere sufficienti capacità e autorevolezza.

Le origini nel modello familiare
Un fattore che spesso influenza la capacità maschile di accettare ordini da una donna è il modello familiare di riferimento. Spesso la famiglia ha una struttura patriarcale dove la figura paterna “fissa” le leggi, rappresenta l'ordine, le regole e l'autorità. Se il modello educativo ha previsto una figura femminile che non gestisce e non comanda, è possibile che l'uomo si trovi disorientato quando deve rispondere direttamente ad una donna e ciò lo fa sentire frustrato e insoddisfatto.


Talvolta sono le donne a non volere altre donne

Anche certe donne non tollerano di essere comandate da un'altra donna e preferiscono senza dubbio capi uomini. In questi casi di solito entra in gioco il fattore competizione e vedere un superiore del gentil sesso le porta ad essere spesso sospettose, poco concilianti e invidiose. Inoltre c'è un fattore neurofisiologico che subentra, perché le donne per questioni ormonali e chimiche sono maggiormente predisposte ad avere un'emotività espressa. Ciò può essere positivo nelle relazioni tra due persone alla pari, ma può essere uno svantaggio quando la relazione è asimmetrica tra due donne. In questi casi si innesca una reazione forte e una peggiore gestione dell'emotività rispetto alla relazione professionale che si instaura, invece, tra uomo e donna.

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TAG  lavoro femminile   lavoro  
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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Anche i più retrogradi si DEVONO abituare... Anche perchè i dati parlano chiaro in media le ragazze prendono voti più alti a scuola,
    e nella maggior parte della facoltà si laureano in maggior percentuale e con voti più alti, basti pensare alla facoltà di medicina dove per ogni 5 laureati 3 donne e solo 2 uomini, o in giurisprudenza, economia ecc...
    senza contare che come Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Roma, c'è una donna Carla Cappiello.
    Insomma avere un capo donna deve essere una cosa normale.

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