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Non sempre la promozione a lavoro è un bene

Sognare una promozione a lavoro, ottenerla e poi pentirsene. Come mai succede? Come gestire questa nuova responsabilità con entusiasmo?

Non sempre la promozione a lavoro è un bene

Secondo uno studio pubblicato dall'Istituto per gli Studi sul Lavoro di Bonn, le persone che ottengono un avanzamento di carriera, dopo un primo periodo di entusiasmo e soddisfazione, diventano nervosi, ansiosi, frustrati e persino pentiti. Questa condizione ha poi delle ricadute sulla salute e sulla vita personale.

Ma quali sono le cause di questo malessere? E come si può mantenere alto l'entusiasmo?

Non sempre la promozione a lavoro è un bene
Aspettative alte
Diventare capi o essere promossi sul lavoro stanca, perché con il tempo ci si sente schiacciati dal peso delle nuove responsabilità, dall'ansia di fare le cose al meglio e dai ritmi di lavoro sempre più pressanti. Ma perché accade tutto questo se magari abbiamo aspettato una promozione per tutta la nostra carriera?
In primo luogo perché la differenza tra aspettative e realtà è parecchia: solitamente chi desidera arrivare in cima alle posizioni aziendali è una persona ambiziosa che spende molte energie nella carriera e si aspetta di ricavare altrettanti benefici e meriti. Talvolta però, dopo aver raggiunto l'apice, si scopre che la propria vita non cambia in meglio e si vive una profonda delusione.
Altra causa di delusione è la gestione delle aspettative che gli altri ripongono su di noi; colleghi, ex capi e collaboratori si aspettano l'impossibile dal nuovo responsabile, vorrebbero subito miglioramenti e soprattutto sperano di essere accontentati nelle varie richieste. Tutto ciò però spesso crea critiche e giudizi che possono destabilizzare.
Inoltre chi viene promosso di questi tempi si aspetta di avere a disposizione una serie di mezzi che, al contrario, non sono garantiti perché costano troppo e si si ritrova su una poltrona da “capo” senza una rete di sostegno (staff incompleto, budget insufficiente, tecnologie scarse).

Non sempre la promozione a lavoro è un bene
Valutare pro e contro
Se da una parte una promozione lavorativa “regala” un ufficio più comodo, la segretaria personale e stipendio più alto, dall'altro il prezzo da pagare è un orario di lavoro prolungato, reperibilità giorno e notte e ogni giorno della settimana, richieste di dipendenti e lamentele dei clienti. Per questo ci vuole una forte motivazione prima di accettare un avanzamento di carriera.
Solitamente le persone hanno difficoltà a rifiutare una promozione perché temono di apparire ingrati e inadeguati. Invece declinare l'offerta avendo valide motivazioni è un segno di grande capacità introspettiva e, se si riconosce di avere un carattere troppo emotivo per guidare un ufficio, se si hanno difficoltà a lavorare in gruppo e se non ci si sente adatti, molto meglio rifiutare perché accettare creerebbe un carico eccessivo di pressioni e stress, e cambiare idea dopo sarebbe molto più imbarazzante e difficile.

Alcuni consigli
Se sul lavoro state fiutando odore di promozione, riflettete bene e provate a seguire questi consigli:

  • chiedetevi se avete le capacità richieste dal ruolo;
  • analizzate le motivazioni per cui si aspira alla promozione e non fatevi abbindolare da promesse di aumenti di stipendio;
  • non accettare solo per piacere a qualcuno, ma chiedersi se il ruolo richiesto è compatibile con il proprio stile di vita, la disponibilità di tempo e lo status familiare;
  • prepararsi a fallimenti e imprevisti perché in questo modo si smorzano le aspettative personali e si tengono i piedi per terra;
  • una volta accettato il ruolo, cercare di creare un buon clima con i colleghi, vecchi e nuovi, senza darsi arie;
  • ridimensionare le attese degli altri perché nessuno ha la bacchetta magica.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  stress  
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