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Primi giorni di scuola

I primi giorni di scuola impegnano il bambino in una nuova vita sociale in cui non esiste più solo la mamma. Vediamo come comportarci per aiutare il bambino a vivere al meglio questa nuova avventura

Primi giorni di scuola


È da ritenersi assolutamente normale se un bambino manifesta dolore e a volte rabbia nel momento stesso in cui viene allontanato dai genitori, e parliamo quindi nell'inserimento all'asilo nido, alla scuola, o anche quando lo si lascia dai nonni per qualche ora.
Cosa fare allora? Come alleviare il dolore del distacco soprattutto dalla mamma?
Non c'è una soluzione magica: come sempre la via di mezzo è la soluzione migliore anche se molto difficile da realizzare.


Iniziamo col dire che è sicuramente sbagliato limitare il distacco: in vista dell'entrata a scuola è bene abituare fin da subito il bambino a non avere sempre fissa la presenza dei genitori che possono assentarsi per lavoro, commissioni e gestione di casa e famiglia.
D'altra parte è anche sbagliato ignorare le emozioni del bambino che si trova in una nuova situazione a contatto con altri compagni che ancora non conosce e con gli insegnanti che saranno i suoi punti di riferimento per buona parte della giornata.
L'inserimento del bambino nell'ambiente scolastico sarà facilitato se è già stato abituato a staccarsi dalla mamma, ad esempio se spesso viene lasciato dai nonni o dagli zii o da altri parenti, altrimenti il suo ambientamento a scuola potrebbe essere un pochino più difficoltoso.


Bambino che piange

I bambini devono esprimere le loro emozioni

Un comportamento corretto è quello di non impedire al bambino di manifestare la sua emozione al contatto con il nuovo ambiente della scuola: essere tristi o arrabbiati è normale e se gli viene impedita questa esternazione il bimbo crescerà tendendo a nascondere i propri sentimenti per non stare male e per compiacere la mamma.
Ogni emozione va invece espressa apertamente e tutti i sentimenti, anche quelli apparentemente negativi, sono indispensabili per la crescita sana di un futuro adulto.
Se quindi il bambino piange perché non vuole essere lasciato solo non è salutare accorrere immediatamente o restare con lui più del tempo dovuto: in questa situazione è giusto che si sfoghi senza reprimere la tristezza e non deve essere né ignorato né tanto meno sgridato.
La cosa migliore è spiegargli che starà a contatto con tanti altri bambini, che imparerà tante cose nuove e fargli sentire che gli siete vicini e che lo incoraggiate in questa sua nuova avventura.



Come comportarsi

Per agevolare la socializzazione a scuola del proprio figlio è utile farlo crescere e giocare fin da piccolo con altri bambini portandolo ad esempio all'asilo oppure al parco dove inizierà ad esprimere le proprie emozioni e ad interagire con persone esterne dal nucleo familiare.
Occorre incoraggiare il bambino in ogni situazione ed in ogni nuova avventura e scoperta soprattutto quella scolastica: fategli capire che deve man mano cavarsela da solo ma che gli sarete accanto e che sarete sempre il suo punto di riferimento e confronto.
In questo modo affronterà senza indugi la scuola, la socializzazione ed il gioco in autonomia senza mai sentirsi solo ed avrà una vita sociale sana che lo aiuterà a crescere ed a confrontarsi con gli altri.

Insomma, via libera alle emozioni, alla vita sociale e alla scuola!

Di © Riproduzione Riservata
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