Home » Società » Scuola / Lavoro » Orientamento scolastico e scelta del corso di studi

Orientamento scolastico e scelta del corso di studi

Come scegliere il corso di studi da seguire dopo la scuola media.

Orientamento scolastico e scelta del corso di studi

Chi ha i figli al terzo anno della scuola secondaria di primo grado (la terza media) non parla d'altro: è arrivato il momento di iscriverli alle scuole superiori ed entro il 20 febbraio va fatta la domanda all'istituto prescelto. La scelta del nuovo corso di studi è un momento importante, spesso vissuto con trepidazione, ma meglio tenere da parte ansie eccessive, perché questa è una grande opportunità per il futuro, non solo scolastico, dei propri figli.

Per prima cosa non bisogna mai dimenticarsi che la scelta deve essere dei ragazzi e non dei genitori, ma gli adulti sono indispensabili compagni di viaggio. I dubbi e le decisioni vanno qualificate attraverso l'ascolto e proprio su questo i genitori devono dare il buon esempio. Troppo spesso accade che condizionino i figli eccessivamente con giudizi affrettati e pressioni indebite, mentre i ragazzi hanno bisogno di relazionarsi senza sentirsi giudicati o banalizzati.
Bisogna lasciare loro il tempo di elaborare emozioni e convinzioni ed essere disposti ad ascoltare perché diventino protagonisti e responsabili delle loro scelte.

Orientamento scolastico
Consigli orientativi
Liceo? E se sì quale? Istituto tecnico? Gli interrogativi sono molti e spesso gli strumenti per informarsi non sembrano sufficienti. Un aiuto è il consiglio orientativo, ovvero l'indicazione fornita dagli insegnanti delle medie già a dicembre, su quale indirizzo di studi ritengono più adatto. Loro conoscono i ragazzi da tre anni e i consigli che possono dare sono utili, tuttavia non vincolanti, e soprattutto anche i docenti possono sbagliarsi, anche se le statistiche confermano che chi segue le indicazioni dei docenti ha un esito positivo al primo anno del nuovo ciclo di studi.

Competenza e potenzialità
Attenzione però ai falsi messaggi, perché troppo spesso insegnanti e genitori ragionano così: i più bravi vadano al liceo, quelli un po' meno agli istituti tecnici e chi ha problemi scolastici agli istituti professionali. Insomma un vero e proprio pregiudizio che configura una società divisa tra sapere e fare, mentre invece andrebbero valorizzate le competenze, che investono tutti i corsi di studio e tutti i profili professionali: tecnici e medici, idraulici e insegnanti. Un esempio? Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, ha frequentato un istituto tecnico.
Infine, la scelta non va basata solo su capacità o difficoltà dello studente, ma su potenzialità, stile cognitivo e interessi. È un passaggio importante per valorizzare i talenti.

Orientamento scolastico
E il mercato del lavoro?
Nella scelta scolastica, è importante anche tenere presenti quali sono le caratteristiche richieste dal mercato del lavoro ai diplomati, ovvero:

  • capacità di lavorare in gruppo
  • abilità nel gestire i rapporti con i clienti
  • capacità di lavorare in autonomia
  • attitudine a risolvere problemi.

Quindi chiedersi quale scuola possa aiutare il ragazzo a sviluppare tali caratteristiche rappresenta un buon criterio di scelta.

Alcuni consigli
Per agire da genitori responsabili e nel modo più corretto possibile, questi consigli possono tornarvi utili:

  • i ragazzi vogliono i consigli, ma anche la possibilità di non tenerne conto.
  • non sempre il meglio per i genitori coincide con il meglio per loro
  • non parlate solo di scuola
  • i ragazzi spesso scelgono una scuola perché ci va un amico: non è un buon criterio, ma non va ignorato
  • valutare gli aspetti logistici (distanza, mezzi di trasporto,...), ma talvolta meglio una scuola lontana che soddisfa, rispetto ad una vicina che annoia.
  • l'impegno scolastico deve essere compatibile con la vita sociale e il tempo libero di un adolescente
  • interessarsi maggiormente da cosa sono attratti i figli e da ciò che interessa loro
  • invitate i figli a sognare, ad osare, ad immaginare il meglio, ma anche ad ipotizzare un piano B, un sogno di riserva.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  scuola  
CONDIVIDI

1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da caygri
     

    beh si certo ma neanche uno che esce con ottimo lo mandi al professionale!! e gli insegnanti sbagliarono con me e mia sorella volevano che facessimo il pedagogico e hanno insistito con il liceo scientifico alla fine mi sono diplomata brillantemente e anche laureata. fare esempi su 1 su 1000 è facile ma uscire da un istituto tecnico e iniziare uni sono mazzate!

    La maggior parte delle persone che lascia uni al primo anno è xk viene da un istituto tecnico.

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami