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Tempo di crisi? Non per le aziende “virtuali”!

In tempo di crisi, arrivano a volte spiragli inaspettati di positività, di nuovi lavori e tendenze del mercato che fanno risollevare l’economia e aiutano spesso i giovani.

Tempo di crisi? Non per le aziende “virtuali”!

Aziende virtuali
È il caso della dell’industria New Generation legata alla creatività applicata direttamente alla tecnologia e al web.
A Torino è stato organizzato un Forum voluto e promosso dalla Regione Piemonte per fare il punto ed evidenziare come questa nuova formula d’industria e di lavoro che ne consegue, possa rappresentare l’opportunità, lo sbocco lavorativo per il futuro.
Grazie al progetto “Create”, nato dieci anni fa, si sono riunite presso il Virtual e Multi Media Park trenta aziende di diverse dimensioni italiane, francesi, tedesche e inglesi presenti nel settore della Visual Arts e dell’Internal Design.
Si è parlato utilizzando parole che per i “non del settore” potrebbero risultare ostiche e difficili; architettura interattiva, marketing virtuale, digital fabrication, parole però così presenti nella nostra società da avergli conferito nel corso del tempo, una nuova immagine e forma.

Le aziende operanti in questo settore virtuale e del design tecnologico non risentono minimamente della crisi, anzi, stanno avendo buoni fatturati e soprattutto investono moltissimo sulle risorse umane, offrendo quindi un ottimo sbocco occupazionale.
Nazioni come la nostra, ma anche la Svizzera stanno investendo moltissimo denaro su queste aziende, per favorire la nascita di nuovi supporti digitali, per incrementare le ricerche sul web, per lo sviluppo di social network come Facebook o Twitter.
Industria new generation
Vediamo qualche caso concreto di giovani che hanno creduto in questo settore e investendo il loro tempo e le loro conoscenze si sono creati un lavoro bello e pieno di soddisfazioni.
Giorgio Olivero, torinese di 33 anni, capo della ToDO, una nuovissima azienda torinese di design, si occupa d’interaction e media design, ha allo stato attuale 4 soci e  e 5 collaboratori, è vero non è grandissima ma è già famosa!
Nel 2007 anno in cui è stata fondata vi è stato l’investimento di qualche migliaio di euro, oggi il fatturato è nettamente superiore, tra i suoi clienti: Sky, Fiat, MTV, Telecom, insomma non male per un’azienda “piccolina”. Ad esempio ha lavorato a un progetto per creare delle sfere luminescenti, enormi, contenenti elio che volteggiavano e si muovevano sul pubblico durante un concerto per MTV, il pubblico le toccava e ogni volta loro si illuminavano, geniale!

Questo è uno degli esempi d’idee e supporti digitali offerti alle aziende clienti, frutto dell’unione tra creatività e supporto tecnologico futuristico, un altro esempio di progetto questa volta acquistato da Sky il “tavolo multi touch” impiegato per la Tv HD.
Settore dei videogiochi
L’altro settore che non risente assolutamente della crisi ed è legato al mondo virtuale è quello dei videogiochi che spopolano sul web e che sono utilizzati, contrariamente a quanto si possa pensare non solo da un popolo di brufolisi adolescenti, ma di uomini maturi, che tolta la giacca e cravatta si dilettano e si rilassano al pc, giocando virtualmente con altre persone.
Un anno fa è nata dall’unione tra Germania e Svizzera la Sree di Stefan Walcz, l’azienda del Baden Wurttemberg, non si parla propriamente di un prodotto ma della possibilità di metter in contatto e in relazione più persone possibili, facendole divertire, si tratta infatti di giochi che “girano” su Facebook e Twitter.

Idea simile è quella portata avanti dall’azienda francese capeggiata da Ludovic Noel, la “Imaginove”, che si occupa di videogioco, con l’obiettivo di estendere sempre più queste attività, e puntare su una strategia di mercato dove il non reale superi il reale, cioè dove il virtuale emerga in tutta il suo potere interattivo.
In quest’azienda lavorano dieci ingegneri che cercano di sviluppare interfacce digitali, gli avatar, sul loro lavoro il 70% dell’investimento arriva dal governo francese, che li ha aiutati sul capitale di partenza.

Se la crisi è presente, non si può dire lo stesso per queste giovani e promettenti aziende alle quali i giovani puntano molto e investono il loro tempo e i loro studi.

Di © Riproduzione Riservata
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