Home » Società » Scuola / Lavoro » Maternità e lavoro

Maternità e lavoro

Quali sono le leggi che tutelano le lavoratrici madri? Informazioni utili su congedo di maternità, astensione anticipata dal lavoro e astensione obbligatoria flessibile.

Maternità e lavoro

Maternità e lavoro
La gravidanza è di solito un evento fisiologico nella vita della donna, che, tuttavia determina per un determinato periodo una limitazione dell’attività fisica e lavorativa. Alcune attività lavorative, inoltre, possono costituire per la Lavoratrice in gravidanza - puerperio - allattamento una condizione di pregiudizio o di rischio per la sua salute o per quella del bambino. Per tale motivo il Legislatore ha emanato specifiche norme preventive a tutela delle Lavoratrici madri.



Congedo di maternità

In generale, per tutte le Lavoratrici è previsto il divieto di adibirle al lavoro nei due mesi antecedenti e nei tre mesi successivi al parto (congedo di maternità).
In particolari condizioni è facoltà della Lavoratrice chiedere la flessibilità del periodo del congedo di maternità (1 mese prima e 4 mesi dopo il parto, anziché 2 mesi prima e 3 mesi dopo).
Le Lavoratrici in gravidanza puerperio ed allattamento non possono essere adibite a lavori pericolosi, faticosi ed insalubri così come individuati dalla normativa di riferimento.

La normativa di riferimento
L'attuale norma di riferimento di tutela delle lavoratrici madri è costituita dal DLgs 26 marzo 2001 n. 151, "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità", che si pone a completamento della precedente legge dell’ 8 marzo 2000 n. 53. Il Testo Unico prevede che la madre (e in determinati casi anche il padre) possa avvalersi dei seguenti congedi.

  • congedo di maternità: astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice;
  • congedo di paternità: astensione dal lavoro del lavoratore padre, in alternativa al congedo per maternità;
  • congedo parentale: astensione facoltativa dal lavoro della lavoratrice e del lavoratore padre;
  • congedo per malattia del figlio: astensione facoltativa dal lavoro della lavoratrice o del lavoratore in dipendenza della malattia stessa.

Astensione anticipata dal lavoro
La lavoratrice madre viene collocata in astensione anticipata dal lavoro se il medico specialista Ostetrico-ginecologo del SSN o con esso convenzionato o medico competente ai fini della tutela della salute nei luoghi di lavoro attesti che esistano le seguenti condizioni:

  • Gravi complicanze nella gestazione o preesistenti condizioni morbose che possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
  • Condizioni di lavoro o ambientali ritenute pregiudizievoli per la salute della donna e/o del feto;
  • Mansioni faticose, pericolose e insalubri da cui la lavoratrice gravida non possa essere spostata.

L’interdizione anticipata dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza fino al periodo di astensione obbligatoria, per uno o più periodi, è determinata dallo stesso Ispettorato del Lavoro.
Si distinguono le seguenti alternative:

  • Congedo anticipato richiesto per un periodo di tempo (con l’ indicazione di una prognosi): qualora il provvedimento dell’Ispettorato per determinare la durata del congedo, non sia ancora intervenuto, la lavoratrice deve riprendere il lavoro alla scadenza del termine indicato nel certificato medico da essa prodotto o prolungare la malattia con ulteriore certificato;
  • Congedo anticipato richiesto fino all'inizio del normale congedo di maternità (non è indicata una prognosi): nella ricevuta rilasciata dal Servizio Ispettorato Lavoro alla lavoratrice all'atto della ricezione della documentazione (e da consegnare quanto prima al datore di lavoro) è già riportata la dicitura che "la lavoratrice è da considerarsi fin da subito in congedo di maternità anticipato"; pertanto non è necessario presentare alcun certificato di malattia.

Congedo di maternità

Astensione Obbligatoria Flessibile

La flessibilità dell'astensione obbligatoria per maternità è disciplinata dall’'art 12 della Legge 53/2000 che prevede che la lavoratrice ha facoltà di astenersi dal lavoro dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi, a condizione che il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato e il Medico Competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante o del nascituro.
Pertanto, la lavoratrice eventualmente interessata all'opzione, non prima del settimo mese di gravidanza, dovrà attenersi al seguente iter procedurale:

  1. acquisizione di una certificazione del medico specialista (medico ostetrico-ginecologico) del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, attestante che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro;
  2. acquisizione del relativo certificato medico presso il Centro di Medicina Occupazionale  che provvederà ad effettuare gli accertamenti del caso.

L'INPS con circolare 152 del 2000 ha chiarito che:

  • il periodo di flessibilità dell'astensione obbligatoria può essere di minimo un giorno, massimo un mese.
  • il periodo può essere successivamente ridotto su richiesta della lavoratrice o per fatti sopravvenuti, esempio malattia. 
  • il periodo eventualmente non utilizzato sarà differito a dopo il parto.


Parto prematuro
In caso di parto prematuro la madre ha diritto all’intero periodo di astensione obbligatoria, pari a 5 mesi. In tal caso i giorni non goduti sono aggiunti al periodo di astensione obbligatoria dopo il parto.

Tale diritto può spettare anche al padre quando:

  • la madre lavoratrice non se ne avvalga
  • la madre sia lavoratrice autonoma
  • il padre sia affidatario esclusivo
  • la madre sia gravemente inferma.

Mentre il padre ne è escluso quando la madre è casalinga. Tale norma è applicata anche ai genitori adottivi.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami