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Lezioni in inglese all'università

Conoscere una lingua ed esercitarla ogni giorno è possibile anche nelle università italiane, seguendo le lezioni in lingua.

Lezioni in inglese all'università

Finalmente i nostri atenei iniziano a svecchiarsi e ora c'è la possibilità di seguire alcuni corsi in lingua, perché, si sa, le lacune linguistiche sono tra i maggiori gap che i giovani e le università italiane si trovano storicamente ad affrontare.

Si tratta soprattutto di un fenomeno che interessa le facoltà dell'area scientifica, medicina in primis, ma non mancano anche discipline dove scienza e umanesimo si incontrano, come economia e diritto.

Lezioni in inglese all'università
Fenomeno in crescita
Nell'ultimo anno, l'offerta formativa in lingua inglese è aumentata del 20%: dai 102 corsi del 2011 si è passati a 130 di quest'anno. La scelta più ampia si trova a Milano, dove ci sono 16 corsi di questo tipo: economia, scienze politiche, civil engineering for risk mitigation, ingegneria dei materiali e delle nanotecnologie, pianificazione urbana e politiche territoriali, international menagement e altri ancora.
Negli atenei romani vi sono 15 corsi “english speaking” che vanno da farmacia a ingegneria informatica, da european economy and bussiness law a gestione d'impresa.
Ci sono anche percorsi meno usuali come ortofrutticola internazionale a Bologna, coastal and marine biology and ecology all'Università del Salento, viticoltura e ambiente all'ateneo della Basilicata e sviluppo rurale tropicale all'università di Firenze.

Lezioni in inglese all'università
Una carta in più per trovare lavoro
Sempre più ragazzi si orientano verso questo percorso di apprendimento. I vantaggi sono molteplici.

  • è un'opportunità in più per migliorare la lingua straniera, e anche se per lo studente è uno sforzo in più, gli consente di acquisire una buona dimestichezza con l'inglese in generale e in particolare con il linguaggio specifico del suo ambito di interesse.
  • si ampliano le opportunità professionali, perché conoscere bene l'inglese significa avere tra le mani un passepartout per il mondo del lavoro, in Italia e all'estero.
  • in questi corsi si ha la possibilità di interagire con studenti stranieri e si creano relazioni interessanti nel breve termine e in prospettiva perché quando questi ragazzi stranieri torneranno nel loro Paese di origine potranno essere un buon contatto per trovare lavoro all'estero.

Le perplessità
Una recente rilevazione Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha mostrato come gli studenti italiani abbiano competenze lacunose in letteratura e matematica, collocandosi rispettivamente al 17° e al 21° posto tra i 34 paesi del'organizzazione internazionale. In più solo il 30% dei ragazzi italiani è in possesso di una certificazione di base in inglese. Qualche perplessità allora può legittimamente sorgere: sono in grado i nostri universitari di seguire corsi di questo genere? E non sarebbe forse meglio che imparassero bene l'italiano prima?
Tuttavia le obiezioni sono smontate dai fatti, perché se lo studente frequenta il corso in inglese significa che ha superato il test di ammissione in lingua o consegnato una certificazione che ne attesti la conoscenza.

Requisiti
Nella maggior parte dei casi l'accesso è libero, ma l'ingresso è subordinato al possesso di due requisiti: la conoscenza dell'inglese e la laurea di primo livello. Nella quasi totalità dell'offerta formativa, infatti, i corsi in lingua rientrano tra le lauree specialistiche, cioè quelle che si ottengono con il primo livello.
Nelle università a numero chiuso i ragazzi devono prepararsi e affrontare un test in inglese che mostri il grado di preparazione su materie inerenti quell'indirizzo di studi. È possibile trovare una simulazione delle prove sul sito www.universitaly.it.

Di © Riproduzione Riservata
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