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Incentivi ed apprendistato per i giovani lavoratori

Le nuove normative ed incentivi per l'entrata dei giovani nel mondo del lavoro.

Incentivi ed apprendistato per i giovani lavoratori

La situazione occupazionale italiana non è delle migliori, gli ultimi dati dell'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) hanno rivelato una inoccupazione mai così alta da dopo l'ultima Guerra Mondiale (12%).
Ma è ancora più preoccupante nella fascia di età giovanile, sino ai venticinque dove stiamo per arrivare a un disoccupato su due. Per gli ultimi dati di Luglio parliamo di quasi il 40%, con un aumento rispetto al mese precedente e anche rispetto allo scorso anno.
Le cause sono diverse e intersecate con la crisi finanziaria e la situazione politica attuale. Però con gli ultimi decreti legge sono state inserite alcune normative per andare a favorire l'ingresso nel mondo del lavoro e soprattutto non con contratti di precariato.

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Contratti di apprendistato
Questa tipologia contrattuale è stata creata per agevolare l'ingresso in azienda con finalità anche formative. I nuovi contratti di apprendistato, come indicato dalla normativa, possono essere tre: apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere e apprendistato di alta formazione e ricerca.
Il primo per completare la formazione e dare al lavoratore la possibilità di acquisire un diploma (il limite massimo di età e 25 anni), il secondo, e quello più utilizzato, serve ad ottenere una qualifica professionale (età massima 29 anni) mentre il terzo è per chi vuole avere una formazione di livello universitario o dottorato.

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I punti principali sono:

  • il datore di lavoro deve garantire una attività formativa se non esterna all'azienda, deve essere fatta internamente
  • deve essere ratificato un mansionario ed un livello di ingresso, una fase intermedia e un profilo finale con anche un livello contrattuale conclusivo
  • deve essere indicato un tutor o un referente aziendale
  • il lavoratore ha tutti i diritti e i doveri di un contratto a tempo determinato (periodo di prova, ferie, malattia, etc etc) in base alla tipologia di contratto aziendale (industria, commercio, chimica,...)
  • il contratto può avere una durata di minimo 6 mesi (per lavori stagionali), massimo 3 anni con punte di 5 per lavori artigianali
  • al termine la naturale evoluzione è il tempo indeterminato

Per chi assume ci sono, oltre a specializzare a proprio uso la forza lavoro, anche agevolazioni per i contributi, totale decurtazione del costo fino al 2016 per le imprese che hanno meno di dieci dipendenti.

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Incentivi all'assunzione
Sono anche stati resi disponibili i fondi, suddivisi per regione, per chi assume a tempo indeterminato giovani dai 18 ai 29 anni. Grazie all'emanazione della nuova legge n°99 del 9 Agosto 2013, attiva dal 23 dello stesso mese, le aziende che annoverano chi risponde a determinati requisiti ha diritto a un incentivo economico pari ad un terzo della retribuzione (con un massimale di 650€). Questo emolumento è erogato per 18 mesi, 12 se viene convertito un tempo determinato, le richieste possono essere fatte direttamente all'Inps. Gli incentivi sono validi sino a fine Giugno 2015, salvo esaurimento del fondo.
Quali sono le altre condizioni oltre all'età indicata? Assunzione dopo il 7 Agosto 2013. Il lavoratore deve essere senza un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi oppure non deve avere un diploma di scuola media superiore o professionale.

L'apprendistato sembra iniziare a funzionare, siamo all'1,4% di tutti i lavoratori dipendenti. Lamentele si registrano da parte soprattutto delle piccole imprese e artigiani per le pratiche burocratiche legate a modalità regionali. Lamentele da parte dei lavoratori si hanno invece per la totale assenza di parte formativa, vedendo in questo un semplice uso delle agevolazioni economiche e non una volontà di crescita professionale del datore di lavoro verso il dipendente.

Di © Riproduzione Riservata
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