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Insegnante di sostegno

La legge n° 104 del 1992 stabilisce che nessuna disabilità deve essere di ostacolo all'apprendimento. Secondo dati recenti sono circa 165mila i ragazzi che presentano delle difficoltà intellettive e di questi una percentuale consistente è in condizioni gravi. Negli anni '70, per aiutare l'inserimento nella scuola di questi alunni, fu istituita la figura dell'insegnante di sostegno, che deve essere presente fin dalla scuola materna. Ma vediamo insieme chi è questa insegnante e quando è necessari.

Insegnante di sostegno

L'insegnante di sostegno
L'insegnante di sostegno è quel maestro o professore che, grazie a una formazione in più, si è specializzato per le attività di sostegno alla classe, per favorire l'integrazione scolastica degli alunni disabili e far crescere la cultura dell'inclusione tra i ragazzi. Questo insegnante collabora con i colleghi, la famiglia e le strutture sanitarie  per realizzare il progetto di vita dell'alunno, che trova la sua prima attuazione nell'integrare tutti gli studenti. Non si tratta affatto di un insegnante di serie B!

Quando serve cosa bisogna fare?
Il primo passo viene fatto dai genitori che richiedono alle Aziende Sanitarie di valutare il proprio figlio; l'accertamento deve essere fatto un po' prima dell'inizio della scuola proprio per motivi burocratici. Il servizio dell'infanzia e dell'adolescenza della Asl, dopo la valutazione, rilascia una certificazione che attesta la disabilità. A questo punto la famiglia lo trasmetterà all'istituto scolastico al momento dell'iscrizione. Questa carta descrive lo stato psicofisico del ragazzo e il suo tipo di deficit, oltre alle sue potenzialità e capacità.
L'ultimo step è del Dirigente scolastico che, dopo aver visto le iscrizioni pervenute alla propria scuola, sulla base delle singole diagnosi funzionali, inoltra la richiesta all'Ufficio scolastico provinciale per l'assegnazione del personale docente per il sostegno.

Quante ore a settimana?
L'insegnante di sostegno non è sempre presente in classe e il numero delle ore di sostegno viene stabilito dal gruppo di lavoro (Asl, scuola, famiglia) sulla base delle necessità e della gravità di ogni singolo alunno. La legge stabilisce che nell'arco della settimana le ore massime di presenza debbano essere 25 per la scuola materna, 22 nella scuola primaria, 18 nella scuola secondaria di primo e secondo grado (medie e superiori).
Nel caso in cui l'insegnante di sostegno non venga assegnato o se le ore non sono sufficienti la famiglia può fare ricorso al Tar.
Inoltre se il percorso scolastico cambia lo stato di disabilità i genitori possono presentare un nuovo certificato e chiedere che vengano aumentate le ore di sostegno.

Sempre meno ore di sostegno
purtroppo la scuola italiana sta attraversando un brutto momento e anche gli insegnanti di sostegno vengono tagliati. Accade sempre più spesso che un bambino disabile inizi la scuola con un insegnante di sostegno e poi, a causa delle graduatorie, questo venga sostituito. Questo cambio, soprattutto con soggetti disabili, impedisce di costruire un piano didattico preciso e a rimetterci è solo l'alunno che, soprattutto in caso di handicap, avrebbe maggiormente bisogno di stabilità.

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