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7 Domande che non si dovrebbero mai fare alla fine di un colloquio di lavoro

Durante le selezioni per una posizione lavorativa i candidati hanno tutti i diritti di rivolgere alcune domande ai responsabili della selezione. Attenzione però a cosa chiedete...

7 Domande che non si dovrebbero mai fare alla fine di un colloquio di lavoro

Che si tratti di una selezione indetta da un privato o da una società il più delle volte al termine di un colloquio lavorativo viene chiesto ai candidati se hanno quesiti e dubbi sulla tipologia di impiego. Essere curiosi ed informarsi è sempre un ottimo segnale perché sottolinea che siamo delle persone interessate e proattive.
Tuttavia così come c'è un decalogo del comportamento da tenere in queste occasioni (abbigliamento adeguato, puntualità, conoscenza della posizione aperta) esiste anche una sorta di vademecum sulle domande che non si dovrebbero mai fare alla fine di un colloquio di lavoro.
Perché se da una parte il datore e l'azienda non dovrebbero rivolgere alcuni quesiti che riguardano la sfera privata del candidato, allo stesso modo quest'ultimo per dimostrarsi professionale ed eticamente corretto dovrebbe evitare certe richieste nella prima fase delle selezione.

 

Ecco le 7 cose da non chiedere mai!

  1. Quant'è lo stipendio?
    Almeno fino a quando non si è sicuri che il posto sia vostro, bisognerebbe evitare di formulare tale domanda che invece andrà affrontata a tempo debito nel momento in cui ci sarà una vera proposta. Chiedere a quanto ammonta lo stipendio e se si hanno dei benefit rischia di dare un'idea errata di chi siete e di quali sono le vostre priorità.
  2. Quando e quanti giorni a disposizione si hanno di ferie?
    Anche questa è una delle domande che non si dovrebbero mai fare alla fine di un colloquio di lavoro. Rivolgere tale quesito può lasciar intendere che non siete così motivati ad ottenere il posto per il quale vi state proponendo.
  3. Da quanto lavora qui? Come sono i colleghi?
    Altri interrogativi da evitare sempre sono quelli troppo personali; non denotano un voler essere socievoli ma una mancanza di tatto. Informarsi sul tipo di clima che si respira nel luogo di lavoro può far pensare che nel passato i vostri rapporti con i colleghi non sono stati dei più rosei.
  4. L'azienda controlla mail e social network?
    Sebbene sia giusto avere informazioni in merito alla privacy fare una richiesta di questo tipo dà l'impressione che vogliate nascondere qualcosa. Non dimenticate poi che spesso i cacciatori di teste visionano profili come facebook, twitter o instagram: quindi controllate sempre cosa pubblicate!
  5. Come sono andato? Mi assumerete?
    Altro interrogativo da evitare al primo colloquio perché può mettere in imbarazzo il selezionatore e passereste per dei presuntuosi. Se credete di aver fatto una buona impressione, piuttosto accomiatatevi mostrando entusiasmo verso la posizione e l'azienda.
  6. Domande sull'azienda
    Chiedere quando è stata fondata, che tipologie di mercati segue, quali sedi ha, sono tutte informazioni che il candidato dovrebbe conoscere prima di presentarsi al colloquio. Meglio puntare a domande per capire la cultura aziendale e le opportunità di crescita!
  7. Non fare domande
    Non avere nulla da chiedere può far pensare che non siete buoni comunicatori e che avete scarsa fiducia in voi stessi. Quindi poche domande ma ben pensate!

Di , © Riproduzione Riservata
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