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Congedo mestruale, la proposta in parlamento

Come avviene in alcuni stati all'estero ed anche istituzionalizzato in certe aziende, un periodo breve di riposo per le donne

Congedo mestruale, la proposta in parlamento

Potrebbe essere una nuova conquista per le donne nel mondo del lavoro il riconoscimento di una situazione prettamente femminile e che viene spesso sottovalutata. In Parlamento è stata presentata una proposta di legge, ora in esame anche alla Commissione Lavoro per un “congedo mestruale”, ovvero 3 giorni al mese, abitualmente quelli critici per il periodo del flusso mestruale, in cui non è necessario dover usufruire di ferie, permessi o presentare un certificato medico ogni volta.

Può sembrare una di quelle situazioni poco importanti ma per tante donne, purtroppo, il ciclo mestruale doloroso è un vero problema fisico. Denominato dismenorrea, è una situazione di malessere anche invalidante che impedisce anche le più normali azioni quotidiane e costringe a trascorrere da uno a tre giorni a letto o comunque in completo riposo.
Ad oggi è necessario rivolgersi al medico e presentare il certificato, con l'inserimento di questa legge le cose potrebbero cambiare.

Chi ne ha diritto
Non tutte le donne però ne hanno diritto, ovviamente. Deve essere redatto ad inizio anno il certificato medico che attesti alla paziente la diagnosi di dismenorrea, automaticamente verrà registrato e non sarà più necessario presentare ogni volta un nuovo certificato. Non bisogna quindi credere che chiunque possa usufruirne.


Le difficoltà
Quali sono le difficoltà legate a questa nuova regola nel mondo del lavoro? Probabilmente un problema di costi e di gestione. Già a priori garantire giornate lavorative è un costo per l'azienda ed anche per l'INPS, la prima perché spesso si fa carico del primo giorno di assenza, l'INPS per la copertura degli altri giorni. E poi come avviene la comunicazione? Chi segnala quanti giorni rientrano in questo congedo, il ciclo mestruale può sempre avvenire prossimo ai fine settimana e in quel caso i giorni non si utilizzerebbero tutti o devono comunque essere presi?
Ma uno dei motivi è che rimane un po' un tabù riconoscere che in fin dei conti il dolore mestruale può anche essere una malattia, una vera e propria sindrome e in un mondo di uomini... prendere sul serio questo aspetto è difficile.
E qualcuno ha anche accennato ad un discorso di discriminazione, in questo caso, al contrario del solito, ovvero verso gli uomini, sarebbe un trattamento che privilegerebbe le donne.


All'estero
Questo congedo mestruale non è attivo sistematicamente in tutto il mondo. In Europa ed in America è una iniziativa legata all'azienda, tra le più note citiamo Nike, colosso dell'abbigliamento sportivo, lo ha istituzionalizzato per tutte le dipendenti. In Sud Corea, Taiwan ed anche in tantissime aziende giapponesi è vigente questa agevolazione femminile, in Oriente sembra vi sia una particolare attenzione a questa difficoltà anche perché è diventata un'opportunità produttiva: sembra che le donne, subito dopo questi giorni di riposo siano più produttive.

Non ci resta che attendere l'evoluzione di questa proposta.

Di , © Riproduzione Riservata
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