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Compiti scolastici: è giusto farli insieme ai genitori?

Come dovrebbero comportarsi mamma e papà di fronte ai compiti scolastici dei figli? È giusto aiutarli e controllarli o sarebbe meglio lasciarli fare per renderli autonomi?

Compiti scolastici: è giusto farli insieme ai genitori?

Quali sono i genitori che non aiutano i propri figli a studiare e eseguire i compiti scolastici? Direi pochissimi, anzi solitamente la maggior parte è sempre indaffarata a controllare diari, materiale scolastico ed esecuzione di quanto viene richiesto dalla scuola. Dalle elementari fino alle superiori mamme e papà trascorrono pomeriggi e serate sui libri con i loro bambini, talvolta perché li vedono in difficoltà ma spesso perché desiderano sia il primo
della classe .
I pedagogisti lo ripetono da tempo e ora anche diversi studi lo confermano: fare i compiti scolastici insieme ai genitori è controproducente per i ragazzi sotto vari punti di vista.


Credits: Foto di @Patrice Audet | Pixabay
Non si insegna l'autonomia
La ricerca americana pubblicata su The Broken Compass intitolata Parental Involvement With Children's Education sostiene che la maggiorparte delle volte aiutare i figli nelle attività di scuola è inutile e dannoso.
Quando gli insegnanti danno ai propri alunni materiale sul quale esercitarsi e studiare è perché vogliono che gli studenti consolidino l'apprendimento, stimolino l'autodisciplina e il senso di responsabilità.
L'intervento degli adulti impedisce tutto questo e non consente ai ragazzi di imparare dagli errori, di sviluppare l'impegno, di accettare il fallimento e di allenarsi alla fatica. Piuttosto i genitori hanno il ruolo di monitorare che il ragazzino si impegni, spronandolo laddove pensa di non essere capace.

Fino a dove è giusto aiutare?
Quando ci si accorge che il proprio figlio, durante i compiti a casa, è in difficoltà, è ruolo dell'adulto insegnargli a rivedere o a rileggere le regole e la lezione, senza però suggerirgli la risposta.
Inoltre non sono i genitori a dover correggere il materiale eseguito ma l'insegnante che solo così potrà rispiegare la lezione e individuare eventuali lacune.
I genitori, piuttosto, possono aiutare i figli ad organizzare i tempi da dedicare allo studio, controllare che riposi adeguatamente, che non trascorra troppe ore davanti a videogiochi e telefonini, che faccia delle pause quando è stanco.

Credits: Foto di @Patrice Audet | Pixabay
Compiti scolastici da soli= bambini più tenaci
Un altro studio effettuato questa volta presso l'Università della Finlandia orientale e di Jyvaskyla che ha esaminato bambini dalla seconda alla quarta della scuola primaria, ha sottolineato che più i genitori lasciano i figli da soli nelle esecuzioni scolastiche più questi diventano tenaci.
Ciò accade perché i bambini autonomi sentono che gli adulti credono nelle loro capacità, a differenza di quanto accade a coloro che vengono sempre assistiti e che pertanto crescono pensando di essere incapaci.

Il giusto atteggiamento
Ma come dovrebbero comprotarsi quindi gli adulti di fronte ai compiti scolastici dei figli?

  • Restando un passo indietro, garantendo al bambino la disponibilità a spiegare ciò che non ha compreso ma non pretendere che tutto sia perfetto. Soprattutto accettare che il figlio sbagli, che sia imperfetto e che gli errori vengano corretti dall'insegnante.
  • L'altro aspetto importante è quello di aiutare il ragazzo a regolargli il tempo se si distrae facilmente. In questo caso può essere utile stabilire alcune sessioni di studio da non più di 20 minuti l'una, intervallate da una breve pausa.
  • Infine se il figlio vi chiede di ascoltarlo per l'interrogazione di scienze o storia, fatelo senza però giudicare il modo in cui lo fa; piuttosto se notate incongruenze spronatelo ad ascoltarsi mentre espone.

Di , © Riproduzione Riservata
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