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Collega ansioso: 4 consigli per riconoscerlo e non farsi coinvolgere

Lavorare con persone insicure che mettono sempre in discussione ciò che fanno gli altri e che hanno il timore di lanciarsi in nuovi progetti può mettere a dura prova. Riuscire a individuarle è fondamentale per non farsi travolgere

Collega ansioso: 4 consigli per riconoscerlo e non farsi coinvolgere

Quando si lavora in equipe o a contatto con altre figure professionali è normale incontrare diverse tipologie di persone: c'è chi è entusiasta e sempre disposto a condividere idee e progetti, chi è invidioso e aspetta il momento adatto per primeggiare e far fare brutta figura, chi è individualista ed infine c'è lui: il collega ansioso!

Quello che ha sempre paura di tutto, che si tira indietro sul più bello, che fatica a gestire e contenere il suo stress buttandolo addosso agli altri, che si assenta sempre nei momenti più importanti lasciando agli altri le responsabilità.
Ma come riconoscerlo e soprattutto come bisogna confrontarsi per non farsi coinvolgere dalle angosce e dai timori altrui?

  1. Suda, balbetta e avvampa durante una riunione? Non prendetelo in giro
    Purtroppo l'ansia può manifestarsi con sintomi di vario genere per situazioni che magari a noi sembrano piccolezze. Non bisognerebbe mai sminuire chi ne soffre ma piuttosto cercare di capire cosa sia questo disturbo e provare ad ascoltare la persona che viene colta all'improvviso da attacchi di panico e angoscia.
    Soprattutto bisogna cercare di non cadere nella trappola di vedere solo le difficoltà perché altrimenti in questo modo, non solo non aiuterete il vostro compagno di lavoro ma faticherete a trovare soluzioni valide.
  2. Si lamenta di continuo? Non dategli corda
    Una caratteristica tipica del collega ansioso è la lamentela facile; stress e paure portano gli individui a non apprezzare mai nulla, a sminuire i risultati positivi e a trovare solo il lato negativo. Se gli darete corda una volta firmerete la vostra condanna perché la persona in questione cercherà sempre il vostro supporto e la vostra complicità. In questo caso meglio tacere!
  3. Parla solo delle sue paure e dei fallimenti? Siate empatici e consigliategli un esperto
    Il collega ansioso mostra spesso le sue paure e le sue insicurezze pertanto non bisognerebbe mai essere apprensivi perché il rischio è quello di peggiorare la situazione.
    L'atteggiamento giusto è quello di trasmettere fiducia e stima, ricordare le situazioni passate che hanno avuto un risvolto positivo ed infine consigliare un terapeuta esperto in questo tipo di disturbi.
  4. Va in panico di fronte alle scadenze? Fissate insieme degli obiettivi
    Come tutte le persone che soffrono di ansia, scadenze, progetti e programmi non fanno altro che aggravarne lo stato. L'ideale quando si ha un collega o un collaboratore che va in panico in queste situazioni è fissare insieme dei piccoli obiettivi e man mano alzare “l'asticella” verso compiti più importanti.
    Ad ogni successo dovrebbe seguire un riconoscimento così da incentivare il lavoratore ad andare avanti.
    È vero che probabilmente il vostro compito non è quello di dare supporto; meglio però comportarsi in questo modo e rendere l'atmosfera lavorativa più serena, piuttosto che fregarsene e confrontarsi quotidianamente con atteggiamenti distruttivi e avversi che non portano a nessun risultato.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  ansia  
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