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Buyer etnico

Una nuova figura professionale che va a caccia di bontà gastronomiche in giro per il mondo.

Buyer etnico

Quanto ci attirano i cibi etnici? Stando a quanto esposto all’interno di un supermercato si potrebbe rispondere molto! Tutto ciò che è esotico, derivante da culture lontane, ci porta ad avere il desiderio di provare, sperimentare, gustare e odorare per tirare fuori il meglio dalle nostre capacità sensoriali, spesso assopite ma sempre pronte a essere utilizzate al meglio!

Per chi ama questo genere di cibo, entrare in un negozio etnico o al supermercato dirigendosi verso gli scaffali giusti è una bella soddisfazione, si può spaziare dalle tacos agli spaghetti di soia, dal rafano a spezie belle già solo per colori e profumi ancor prima del gusto.
Chi mostra un vero e proprio amore per la cucina etnica può però fare molto di più: ecco la possibilità di specializzarsi in questo settore, viaggiare ed esplorare mondi culinari vari ed esotici. Questa nuova figura professionale che si affaccia nel campo del lavoro moderno è il cosiddetto buyer etnico.


Chi è il buyer etnico?

Si tratta di una figura professionale con delle potenzialità di crescita davvero grandi, proprio in virtù del fatto che vi sia un naturale aumento di interesse nei riguardi di questa tipologia e settore di cibo. Uno specialista del cibo etnico con la propensione a viaggiare ed esplorare i cibi di paesi lontani. Dalla cucina cinese a quella giapponese, passando da quella africana, le opportunità e le conoscenze sono davvero tante.

Quali sono i requisiti di chi vuole intraprendere questa professione?
Un buyer capace e attento lo devo dimostrare conoscendo bene i trend del mercato, percependo quali sono i settori in aumento, quali i paesi più amati, quelli che rappresentano un interesse maggiore per noi europei, i nuovi gusti e le tendenze sensoriali.
Importante e quasi necessaria è una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari, facente parte della Facoltà di Agraria; è possibile scoprire gli Atenei che la propongono sul sito www.miur.it. Si studia chimica, igiene e biologia, fisica e matematica, oltre che gestione dell’azienda alimentare.
E' come sempre di grande importanza anche conoscere bene la lingua inglese, o meglio ancora altre lingue come il tedesco o il francese o una lingua orientale, in modo da poter entrare in contatto facilmente con gli altri Paesi.
Non esistono corsi per buyer specifici, ma diciamo che dopo la laurea si fa la gavetta in giro per aziende e in giro per il mondo. La pratica si costruisce giorno per giorno, unendo l’amore per questo settore del cibo, visitando negozi specializzati in vendita di alimenti etnici, conoscendo i diversi fornitori per capire la provenienza dei prodotti, confrontare i prezzi.
Volendo si può chiedere di lavorare direttamente all’interno di un supermercato che sia particolarmente servito di questi prodotti, spesso visitando il sito della catena di supermercati si scopre nella sezione “lavora con noi” la ricerca di questa e altre figure, approfittatene!
È possibile pensare che alcune aziende, visto il trend positivo di questi prodotti, li studino e aprano un settore in cui si può specializzare, con veri e propri corsi di formazione magari organizzati all’estero.


Quanto si guadagna con questo lavoro?
All’inizio, ovvero subito dopo l’assunzione, il buyer etnico può guadagnare dai 1300 fino ai 1500 euro al mese, con un inquadramento tra il secondo e il terzo livello del contratto nazionale del commercio. In seguito, con gli anni e l’esperienza, si può raggiungere anche più di 3000 euro al mese netti.

Di © Riproduzione Riservata
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