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Apprendistato: cosa dice la legge?

Che figura è quella dell'apprendista nel mondo del lavoro e come viene tutelata dalla legge a riguardo?

Apprendistato: cosa dice la legge?

Il lavoro non è solo fatto di tempo che si deve necessariamente trascorrere in una azienda, ufficio o fabbrica e di busta paga paga che ne consegue alla fine del mese, ma è anche fatto di formazione che, oggi più che mai, è vista come necessaria e insita nel lavoro stesso.

La formazione permette di aumentare e far sedimentare nel tempo le competenze acquisite durante i corsi on the job, poiché in seguito vi è anche la formazione cosiddetta frontale, quella che avviene in aula tra il docente e gli allievi/corsisti.

Gli apprendisti esistevano già ai tempi di Leonardo da Vinci, all'interno di botteghe e al fianco dei maestri, ma nel tempo le leggi sono cambiate, cercando di favorire una formazione finalizzata e continua nel tempo, che esca dalle aule ed entri in fabbrica o in azienda direttamente.

Apprendistiato cosa dice la legge
Prima legge sull'apprendistato
La prima legge sull'apprendistato risale al 1955 e, con qualche modifica nel tempo, si arriva al Testo Unico sul Contratto di Apprendistato del 25 ottobre 2011. Con il Decreto n.167/2011 l'apprendistato si definisce come contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato all'occupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni senza lavoro.

Imparare un mestiere
L'apprendistato permette di imparare un mestiere, anche puntando su quelli che andrebbero persi perché solo più esercitati da persone ormai prossime alla pensione, fino ai mestieri legati all'artigianato o a quelli legati al mondo operaio o tecnico.
Il ragazzo impara il mestiere direttamente sul luogo di lavoro, ad esempio in un'azienda, viene seguito da un tutor oltre che monitorato dal datore di lavoro, riceve una retribuzione, acquisisce delle competenze ben specifiche e dimostrabili sia durante sia al termine del percorso.

Apprendistiato cosa dice la legge
Quali regole rispettare?
Esistono delle condizioni essenziali da rispettare affinché l'apprendistato venga svolto in modo corretto, che sono:

  • Il contratto va redatto in forma scritta, esclude una retribuzione a cottimo (basata sulla quantità di prodotto lavorato o sul numero di ore svolte).
  • Il livello contrattuale: l'apprendista può essere collocato fino a due livelli inferiori di retribuzione.
  • L'assicurazione sociale è obbligatoria (contro gli infortuni o le malattie sociali).
  • Vi deve essere necessariamente un tutor o un referente aziendale con il compito di assistere il giovane apprendista durante il suo lavoro.
  • Compilazione del Libretto informativo del cittadino; lavoro svolto dall'azienda per ogni apprendista che ha assunto, come previsto, già dal 2003.
  • Il datore di lavoro può assumere apprendisti fino allo stesso numero dei lavoratori qualificati in servizio.
  • L'orario di lavoro per l'apprendista con età superiore a 18 anni è lo stesso degli altri lavoratori, se è minore, cioè ha meno di 18 anni, allora non può superare le 8 ore e non può lavorare di notte. È possibile anche il lavoro part-time anche nell'apprendistato.
  • A livello di malattia, maternità ecc il trattamento di un apprendista è uguale ad un lavoratore qualificato.

Di © Riproduzione Riservata
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