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Steve Jobs

Il fondatore di Apple ha dato le dimissioni da Amministratore Delegato con un comunicato, questo ha portato attenzione su di lui e sulla sua vita, un uomo che ha sicuramente lasciato il segno nel mondo della tecnologia e non solo.

Steve Jobs

Forse, anche chi non è nel campo tecnologico, conosce Steve Jobs. Soprattutto perché in questi ultimi anni dal mondo strettamente legato all'informatica si è spostato ai prodotti multimediali. L'elenco è presto fatto: iPod, iPhone, iPad che hanno veramente rivoluzionato il mondo della musica e della comunicazione. Parliamo quindi di un uomo e dei suoi collaboratori che, come spesso sono stati definiti, sono dei sognatori creativi che hanno anche a che fare con la tecnologia.

L'annuncio che il 24 Agosto ha mandato una comunicazione al board di Apple e a tutti gli Apple fan, semplicemente firmandosi Steve, ha fatto grande notizia. Una comunicazione molto semplice ma anche molto intensa dove in poche righe si dimette da CEO (è l'equivalente dell'Amministratore Delegato) perché, come aveva sempre dichiarato, si è reso conto di non essere più in grado di fare correttamente il suo lavoro, mantenendo unicamente la carica rappresentativa di Presidente e augurando ai suoi collaboratori di continuare con quanto pianificato e di avere grande successo. Questo è un altro tassello della vita di un uomo sicuramente speciale.

Steven Paul Jobs, nato a San Francisco nel 1955, venne dato in adozione appena nato dalla madre naturale ai coniugi Jobs, una modesta famiglia americana. Si diplomò e si iscrisse all'Università, ma dovette abbandonare per mancanza di soldi e iniziò a lavorare approdando in Atari nel 1974, dove con il suo amico Wozniak, nel garage di casa, ebbe l'idea di creare il primo personal computer, fondando successivamente il 1° Aprile del 1976 la Apple Computer Inc.
Dalle 'ceneri' del primo prototipo Apple I, nel 1977 lanciarono il primo vero computer per uso 'personale', chiamandolo Apple II, che ebbe un grandissimo successo; l'azienda fatturò il suo primo milione di dollari e nel 1980 si quotò in Borsa. La notorietà di Jobs crebbe e arrivò ad essere l'uomo più famoso nel mondo dell'informatica e ancora di più con la creazione dell'Apple Macintosh, un computer con una interfaccia grafica totalmente rivoluzionaria...il pc con la 'faccina' che sorrideva (o era triste se non funzionava bene, per chi ci ha lavorato sa cosa vuol dire!), il primo pc dove si poteva usare il mouse e non solo la tastiera e con una interfaccia sonora non indifferente.
Quest'ultima caratteristica costò a Jobs una causa decennale con la casa discografica dei Beatles, la Apple appunto, chiusasi in un accordo tra le parti: Jobs aveva avuto autorizzazione all'uso del nome Apple con l'accordo di non entrare nel mondo musicale.
Poi ci fu uno dei primi 'stop & go' nella vita di Steve.
Nel 1985 Wozniak lasciò Apple per allontanarsi dall'informatica, iniziarono i contrasti con l'allora CEO, Sculley, che furono causa dell'abbandono da parte di Jpbs dell'azienda da lui fondata e della creazione di una nuova, sempre legata all'informatica, ma iniziò anche ad ampliare il suo raggio di azione, acquistando la casa di produzione cinematografica di animazione Pixar, che esplose nel 1995 con il film Toy Story.
Nel 1996 ci fu il grande ritorno alla Apple, atteso anche da tutti i fan della 'mela' che videro la possibilità della ripresa di una azienda ormai in crisi. Jobs tornò, il logo venne cambiato, da multicolore la Apple divenne monocromatica e ci fu la risalita che sfociò con l'iMac e con l'apertura al mondo multimediale con il primo iPod (nel 2001) per la riproduzione di musica, e non solo, tutt'ora prodotto leader di mercato mondiale, e poi con il primo iPhone nel 2007, che è attualmente negli USA leader del mercato telefonico. L'ultimo sogno concretizzato da Jobs è l'iPad, il primo presentato a gennaio del 2010 e ancora in evoluzione.

Il ragazzo che trafficava nel garage ha certamente fatto tanta strada e ha creato attorno a sé un grande interesse (forse più di Bill Gates, già ritiratosi da Microsoft qualche anno fa) perché creatore di prodotti che hanno in un certo modo cambiato il modo di comunicare e di usare la tecnologia.
Seguendo il suo modo di essere e la sua filosofia ben rappresentata nel suo famoso discorso alla Stanford University, continua a mandare un certo tipo di messaggio positivo al mondo. In quell'occasione ha invitato i giovani a inseguire i propri sogni, 'siate affamati, siate folli' ('stay hungry, stay foolish') perché, come anche un altro grande disse, 'l'immaginazione è più importante della conoscenza' ('Imagination is more important than knowledge' - A. Einstein) ma non bisogna mai smettere di voler conoscere, di essere affamati e anche un poco folli.

Buona fortuna Steve!

Di © Riproduzione Riservata
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