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Martin Luther King

Il giorno della nascita di uno dei portabandiera della non violenza è intitolato alla pace, che continua ad essere spesso solo una parola.

Martin Luther King

Il 15 gennaio, che per gli americani è stato proclamato festivo dal 1983 (ma solo dal 1993 festeggiato in tutti gli stati della confederazione), è un giorno intitolato alla pace; vengono sempre organizzate parecchie manifestazioni pacifiste, celebrazioni e concerti, non solo negli Stati Uniti, ma in tanti paesi del mondo.

Non tutti sanno però che questo giorno è la data di nascita di “un uomo che aveva un sogno”. Il 15 gennaio del 1929, in Alabama, nacque Martin Luther King Jr. Quest’uomo sarebbe diventato un simbolo per la conquista dei diritti civili degli afroamericani, il più giovane premio Nobel per la pace e un grande sostenitore della non violenza insegnata da Gandhi, di cui fu grande studioso.

 

“I have a dream: that one day this nation will rise up
and live out the true meaning of its creed.
We hold these truths to be self-evident,
that all men are created equal”

 

“Io ho un sogno: che un giorno questa nazione si alzerà e vivrà apertamente il vero senso delle sue convinzioni. Noi riteniamo che questa verità sia ovvia, che tutti gli uomini sono creati uguali”. Questo è il nucleo del suo più famoso discorso tenuto a Washington nel 1963, ormai conosciuto e citato in tutto il mondo.

Martin Luther King Jr, laureatosi e divenuto pastore battista come il padre, iniziò la sua protesta non violenta per far ottenere i diritti civili agli afroamericani, quando organizzò il boicottaggio dei mezzi di trasporto perché un autista aveva fatto arrestare una donna di colore seduta in un posto riservato ai bianchi nel dicembre del 1955; per questo iniziò ad essere perseguitato dal KuKluxKlan e da chi favoriva la segregazione razziale. Questa sua importante lotta riuscì però a dare inizio alla parificazione dei diritti civili tra bianchi e neri in America.
Fondando la SCLC Southern Christian Leadership Conference organizzò attività di protesta, sempre non violenta, a cui presto si affiancarono altre associazioni createsi negli altri stati del sud. L’avvento di Kennedy alla presidenza, che appoggiò King, favori l’incontro di tutte queste associazioni e movimenti che arrivarono a riunirsi a Washington nel 1963, dopo episodi incresciosi di violenza in Alabama, contro una manifestazione di gente pacifica durante una marcia in favore dell’emendamento presentato da John F. Kennedy al Congresso per sancire pari diritti tra bianchi e neri. Duecentocinquantamila persone ascoltarono ‘il sogno’ del reverendo King. Forse anche per questo l’anno dopo gli fu riconosciuto il Nobel per la pace, ma la strada della parificazione era ancora molto lunga e piena di sangue e di sofferenza.
Ci fu la tristemente nota Bloody Sunday, nel marzo del 1965: durante una manifestazione pacifica in Alabama, la polizia sparò sulla folla (Bono Vox ha ricordato questo episodio in una vecchia canzone Sunday bloody Sunday: “I can’t believe in the news today…”). O la rivolta nel ghetto nero di Los Angeles nel 1966.
Purtroppo il 4 Aprile del 1968, a Memphis, dove si era recato in appoggio ad uno sciopero e per partecipare d una manifestazione il giorno successivo, King esce sul balcone del suo albergo e viene colpito da un colpo di fucile di precisione alla testa; portato in ospedale, morirà un’ora dopo. La sua morte causò una grande ondata di ribellione e di violenza, anche se M.L.King non avrebbe sicuramente apprezzato, che però rafforzò l’evoluzione delle parificazioni dei diritti degli afroamericani. Come altre morti, fu trovato un colpevole che lasciò sempre molti dubbi sulla sua reale colpevolezza, come per l’assassinio di Kennedy avvenuto solo cinque anni prima.

Quello che 40 anni fa era utopia, oggi con Barack Obama si è realizzato: il primo presidente nero americano. La lotta e la morte di Martin Luther King non sono state vane. Che il 15 gennaio sia non solo ‘il giorno di pace’ e che le figure come quella del reverendo continuino a esserci per insegnare qualcosa di buono al mondo.

Di © Riproduzione Riservata
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