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Mahatma Gandhi, la grande anima

Sono passati 140 anni dalla nascita dell’uomo che è stato il fautore della campagna della non violenza. Ha insegnato cosa è trasmettere l’amore e la verità.

Mahatma Gandhi, la grande anima


Mahatma Gandhi
Il 2 ottobre è stata la giornata internazionale della non violenza
. La data è stata scelta dalle Nazioni Unite pensando all’esponente più grande della teoria della non violenza: Mohandas Karamchand Gandhi chiamato anche Mahatma Gandhi.

La Grande Anima, così è la traduzione di Mahatma, nacque il 2 Ottobre del 1869 in India, da genitori benestanti. Fu vittima anche lui della tradizione induista di un matrimonio combinato tra bambini che condannò sempre.
Già a 17 anni si trovò a combattere le tradizioni essendo espulso dalla casta per la scelta di andare a Londra a studiare per diventare avvocato.
Al rientro in India era però ancora un uomo molto remissivo, dolce, non ha simpatie politiche ed è anche impacciato a parlare in pubblico nelle aule di tribunale.

Le cose cambiarono quando andò in Sudafrica e si trovò a subire umiliazioni e soprusi a causa dell’apartheid. Alcuni episodi lo segnarono a tal punto creando in lui una grande sensibilizzazione verso i diritti degli indiani e una riflessione interiore su se stesso e sul suo ruolo nel mondo.
Inizia così un avvicinamento alla vita di povertà volontaria, di lavoro e preghiera. Inizia la sua prima applicazione della lotta utilizzando la disobbedienza civile con boicottaggi di merci inglesi e a sfidare le leggi ingiuste promulgate non rispettandole ma senza ribellione violenta accettando la punizione.
Questa modalità viene chiamata satyagraha ed è fondata sulla satya (verità) e sull'ahimsa (non violenza).

Non violenza di Mahatma Gandhi
Nel 1915 rientra in India e ricrea un gruppo di persone che seguono il principio di vita semplice e non violenta. Inizia a fare una campagna di pulizia e di costruzione di ospedali e villaggi, convince i contadini a non coltivare prodotti fatti solo per l’esportazione che li lascia nell’indigenza perché sottopagati dai grandi proprietari terrieri britannici. E questo fu solo il primo degli scioperi che durante tutti gli anni successivi continuarono ogni qualvolta veniva emessa una legge discriminante ingiusta verso una categoria di persone o di lavoratori.
Tutto questo sino all’indipendenza dell’India dall’Impero Britannico.

Quest’uomo magro, con uno sguardo sereno, vestito in modo semplicissimo di bianco, è riuscito ad avere grande seguito e grande presa sulla gente di tutti i livelli, dai potenti alla casta degli intoccabili.

Tra le sue frasi più famose “Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre”, “Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.” e “Io e te siamo una sola cosa: non posso farti male senza ferirmi”.

E lui è stato un grande esempio, di rispetto per tutti, dai più poveri ai ricchi, di rettitudine, di moralità, di ‘fare’ e ‘agire’ seguendo basilari principi, molto simili per lo stile di vita ad alcuni principi di San Francesco, meno spirituale perché vissuto nel suo tempo e con l’obiettivo di aiutare l’affermazione dei principali diritti civili. Ma tutto questo senza usare la violenza.
Mahatma Gandhi
Lui è stato il padre di quelli venuti dopo, come Nelson Mandela. Il suo messaggio di amore e verità per credere che ci sia un unico grande mondo è stato quello che ha accompagnato tutte le sue azioni e tutta la sua vita.
Difficile ora credere che un solo uomo abbia potuto ottenere la fiducia di così tante persone pur non avendo nulla se non se stesso. Ma è stato questo suo essere esempio che lo ha portato così lontano.

Alla morte di Gandhi, ucciso da un fanatico indù nel 1948, il capo del governo indiano Nehru disse “la luce ci ha lasciato”. Fortunatamente negli anni a venire qualcuno ha ripreso il credo della luce e ha cercato di continuare a illuminare il mondo.

Di © Riproduzione Riservata
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