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Alfons Maria Mucha

Artista ceco, uno dei maggiori esponenti della pittura e scultura Art Nouveau a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Alfons Maria Mucha

Alfons Maria Mucha nasce nel 1860 e muore nel 1939 a Praga, è stato pittore e scultore ed è tutt’oggi uno dei più grandi rappresentanti dell’Art Nouveau. Uomo davvero di enorme talento, già evidente durante il suo percorso scolastico, fin da giovanissimo riesce a mantenersi agli studi grazie alla sua bravura nel canto, ma anche grazie alla sua estrema creatività nel disegno, che poi nel tempo lo rese famoso.

Nel suo paese, la Moravia, lavora inizialmente come pittore producendo bellissime decorazioni per scenografie teatrali; poi, nel 1879, decide di trasferirsi a Vienna, dove si specializza in design teatrale, aumentando le sue competenze sia tecniche sia artistiche. Dopo qualche anno torna nella sua terra di origine, dove continua a dedicarsi alla pittura, specializzandosi però nei ritratti.
E’ l’incontro con il conte Karl Khuen Belasi di Mikulov a fargli compiere un grande passo professionale: poiché questi è davvero molto interessato ai suoi lavori e alle sue opere d’arte, lo ingaggia per decorare con affreschi i suoi castelli di Emmahof, in Moravia, e di Gandegg nel Tirolo. Il conte, entusiasta per l’impegno professionale di Mucha, decide poi in un secondo tempo di aiutare economicamente l’artista, facendolo iscrivere all'Accademia delle Belle Arti di Monaco di Baviera.
Quindi Mucha nel 1887 si trasferisce a Parigi presso l'Académie Julian e presso l'Academie Colarossi, diventando uno dei più accreditati pittori dell'Art Nouveau.
Agli inizi del ‘900 si trasferisce per un breve periodo in America per poi far ritorno in Europa, e quindi si stabilisce a Praga.

Tra le opere assai numerose di Mucha spiccano: pannelli decorativi, cartelloni pubblicitari, manifesti dedicati al Teatro, copertine per riviste, calendari, francobolli, illustrazioni per libri ecc.
I soggetti sono spesso femminili, veramente delicati, leggiadri, romantici, immersi in contesti naturali, con fiori e piante decorativi, i quali si sviluppano intorno al soggetto principale come una cornice geometrica, ma al contempo naturale.
Tra le sue opere più famose e belle vi sono sicuramente L’Epopea Slava, o anche il poster di  Gismonda, un'opera teatrale di Victor Sardou, realizzato nel 1894.
E chi meglio di lui, essendo il più grande cartellonista ufficiale della Divina del Teatro francese Sarah Bernhardt, avrebbe potuto rappresentare la bellezza e la femminilità di un tempo?

Qui in Italia l’anno passato vi è stata una bellissima mostra organizzata presso il suggestivo e affascinante forte valdostano di Bard, per celebrare i suoi più bei lavori. Tra le 200 opere esposte anche il mito di Sarah Bernhardt e i poster a sfondo erotico. Ammirando quelle opere non è stato possibile fare a meno di cogliere i tratti di una delicata femminilità, il cui accenno erotico, in relazione ai tempi passati, è davvero notevole ed “educato”; soprattutto traspare un grande rispetto per l’universo femminile, di cui Mucha era amante.
La mostra è stata la più grande mai realizzata in Italia per festeggiare i 150 anni della nascita dell’artista ceco, uomo eccentrico ed idealista, molto legato alla sua terra di origine, che rappresenta per lui un vero e proprio motore, fonte di tutta l’energia necessaria.

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