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Project Unbreakable, le frasi dei violentatori

Progetto fotografico nato su Tumbrl per dare voce alle vittime di abusi sessuali. Più di 4mila foto che raccontano, con le parole dei violentatori, le atrocità subite

Project Unbreakable, le frasi dei violentatori

Se le porteranno dentro per tutta la vita, le risentiranno echeggiare nei momenti più bui e spesso entreranno nei loro sogni, trasformandoli in incubi. Sono le parole che le vittime di violenze e abusi sessuali si sono sentite rivolgere dagli stupratori, dai complici, ed anche da persone a cui volevano bene ma che hanno deciso di chiudere gli occhi e non credere a ciò che gli veniva raccontato.
Parole e frasi che Project Unbreakable, un progetto che ha lo scopo di denunciare queste atrocità, ha raccolto e ha deciso di immortalare, ritraendole insieme ai sopravvissuti degli abusi che hanno deciso di raccontare la propria storia. Immagini crude, molto forti, ma vere. E che meritano di essere raccontate, affinché tutti comprendano la gravità dell'abuso.

L'idea
«
Project Unbreakable – leggiamo sulla pagina internet ufficiale - è un progetto fotografico che mira a dare voce alle vittime di violenza sessuale, violenza domestica e abusi sui minori, attraverso le fotografie dei sopravvissuti che mostrano fogli e scritte con le citazioni dei loro stupratori. Fin dalla sua creazione, nel mese di ottobre del 2011 grazie all'idea della allora 19enne Grace Brown, Project Unbreakable ha mostrato oltre 4mila fotografie, scattate dalla stessa Grace, e ha attirato gli occhi di tutto il mondo».

Il mio ragazzo: «È il mio compleanno, devi fare sesso con me!»
La mia risposta: «Ho il ciclo, non voglio».
Lui: «Rimedieremo con del sesso anale».
Poi lui ha continuato a stuprarmi analmente mentre io non riuscivo a smettere di piangere

Project Unbreakable è un team di 3 giovanissime ragazze - Grace Brown, 22 anni, ideatrice e fotografa del progetto; Kaelyn Siversky, 23 anni, direttore esecutivo di Porject Unbreakable; Christina Dunlop, di soli 20 anni, addetta stampa e agli eventi - che hanno preso a cuore il grave e diffusissimo problema, capendo che tacere sugli abusi non faceva altro che nascondere e alimentare le violenze. Hanno così deciso di pubblicare le foto su Tumblr, cercando di ottenere più visualizzazioni possibili. Con il fine di denunciare queste atrocità, Project Unbreakable ha inoltre da poco iniziato a collaborare con diversi college e università del Nord America per sensibilizzare riguardo l'importanza di raccontare la violenza e gli abus i.

«Sei sicuro che non stessi sognando?»
- Mio padre ogni giorno da quando ho 5 anni, è stato quando suo fratello (17) ha molestato me (5)

 

 

Le foto
«Tieni chiusa quella bocca e apri le gambe», «se dirai qualcosa ucciderò tua madre», «nessuno ti amerà mai», «solo un uomo vecchio potrebbe aver voglia di sc*****e con te».

Queste sono solo alcune delle frasi che le vittime si sono sentite rivolgere dai violentatori. Parole che continuano a ferirle e che fanno soffrire anche chi semplicemente le legge, senza conoscere né stuprato né stupratore. Perché sono parole con un enorme potere evocativo, che fanno riflettere su quanto sia cruento ciò che queste vittime hanno dovuto sopportare. I loro occhi, visibili dietro i fogli con le frasi, mostrano tutta la sofferenza che ogni giorno provano, anche a distanza di anni.

Sono immagini forti, ma necessarie affinché il problema sia compreso da tutti, perché «il silenzio copre le violenze: è ora di parlare».

 

«È il nostro segreto, mia speciale ragazza»
- Nonno/rapitore/molestatore (da quando avevo 3 anni fino a 19)

«L'hai fatto una volta, lo puoi fare di nuovo»
- Il primo ragazzo a cui ho detto del mio nonno/rapitore (ero una ragazza del liceo, 16 anni)

«Vedere te che piangi mi fa venir voglia di sfondarti la faccia»

- Il mio ex ragazzo/fidanzato da 5 anni

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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