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Mostra da Rembrandt a Vermeer

Mostra Da Rembrandt a Vermeer– Roma, Museo del Corso (Fondazione Roma) sino al 15 Febbraio 2009.

Mostra da Rembrandt a Vermeer

Il secolo d’oro dei Paesi Bassi
La pittura fiamminga e olandese del ‘600 ha tra i suoi principali esponenti Rembrandt, Rubens, Vermeer e van Dyck. Nelle Fiandre e in Olanda nel XVII secolo vi furono grandi cambiamenti politici (lo sviluppo e l’acquisizione di potere da parte della borghesia) e religiosi (la riforma protestante).
Come conseguenza anche la cultura subì grandi modifiche che influenzarono la rappresentazione pittorica portando a rappresentare la nuova classe sociale nelle loro attività quotidiane, nei gruppi di  interni privati oppure nei ritratti. Questa nuova classe tramite l’arte attua una forma di autocelebrazione commissionando e pagando l’arte come in passato hanno fatto i nobili. Si passa da rappresentazioni religiose e fantasiose a immortalare la realtà. Una realtà fatta però di grande studio del colore e della luce.
Alcuni di questi pittori sono stati in Italia, anche a bottega, prima di diventare famosi e hanno conosciuto Caravaggio che in alcuni casi ha influenzato il loro realismo.
E quindi in questa mostra si ripercorre questo secolo d’oro attraverso varie opere: la prima che veramente illumina il visitatore è un capolavoro come “Il cambiavalute” di Rembrandt; un anziano seduto ad un tavolo che regge una candela e con la mano nasconde la fiamma a chi guarda.
Il cambiavalute di Rembrandt
I riflessi di luce sul viso, le ombre create sulle carte e sui libri che completano la scena fanno sembrare il quadro una fotografia dove ci si perde a guardare i dettagli come la luminosità e la lucentezza le quali si ritrovano nell’oro del quadro “L’uomo con l’elmo d’oro”.
Ritratto di un soldato con la fronte corrugata e il viso adombrato da qualche pensiero ma con un elmo estremamente scintillante. Questo dipinto fu considerato di Rembrandt Harmenszoon van Rijn ma mai riconosciuto, sicuramente arriva dalla sua scuola.

Grande ritratto di interno è il quadro “La madre” dove viene rappresentato lo scorcio di una stanza con una bambina di spalle che guarda all’esterno di una porta semi aperta, un cane nell’ombra e la madre che prepara il bagno. La perfezione è già rappresentata dalle ombre delle pieghe della tenda e dai riflessi che il sole crea entrando dalla porta semi chiusa.
Quest’opera è di Pieter de Hooch autore anche de “La pesatrice d’oro”; questo artista è considerato con Jan Vermeer van Delft il più rappresentativo autore di interni.
La madre di Pieter de Hooch
E ora veniamo al Vermeer. In questa mostra è presente una sua unica grande opera “La ragazza col filo di perle”, la migliore in base ai critici, che rimane sicuramente la miglior rappresentazione di luminosità e limpidezza: la luce dalla finestra illumina una ragazza ben vestita che sta per indossare un filo di perle. E si riesce a sentire il tepore del sole in quella stanza.
Ragazza col filo di perle di Vermeer
Pieter Paul Rubens è presente tra l’altro con “Paesaggio con l’impiccato” uno scenario inquietante, cupo, un cielo che sta per esplodere e un corpo che penzola dalla forca. Una caratteristica di quel periodo dove gli artisti non avevano più modo di vivere alle corti era quello di vendere la loro arte e alcuni nuovi ricchi commissionavano i loro ritratti.

Il più importante ritrattista è Anton van Dyck, discepolo di Rubens, arrivato anche in Italia (lavorò molto a Genova) e qui rappresentato con tre opere una delle quali è il “Ritratto di Tommaso Di Carignano Principe di Savoia”.
Ritratto di Tommaso di Caignano Principe di Savoia di Anton van Dyck
Ci sono molte altre opere come “L’ammonimento paterno”, “Il ragazzo che canta con flauto”, “Giovane donna alla porta”, che, al termine della visita, lasciano la sensazione di aver passeggiato nella vita dell’Europa di 400 anni fa.
Anche chi non ha una conoscenza artistica ha sicuramente sentito emozioni per la bellezza dei colori e delle forme che a volte solo la fotografia potrebbe rappresentare.

Di © Riproduzione Riservata
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