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Luxuria arrestata a Sochi: protestava contro le leggi di Putin

L'attivista trans è stata fermata dalle autorità mentre manifestava a Sochi con bandiere arcobaleno a favore della comunità gay. In poche ore, la Farnesina ha ottenuto il rilascio per l'ex deputata.

Luxuria arrestata a Sochi: protestava contro le leggi di Putin

 Era arrivata a Sochi per realizzare un servizio per la trasmissione “Le Iene” e per assistere a una partita di hockey. L'intenzione di Vladimir Luxuria era quella di presentarsi allo stadio olimpico di Sochi interamente vestita arcobaleno, per lanciare, nella severissima Russia, un messaggio positivo a sostegno della comunità gay e trans. Ma il viaggio dell'attivista è stato bruscamente interrotto quando le autorità l'hanno fermata per arrestarla.


Ad attirare l'attenzione delle forze dell'ordine fuori dal villaggio olimpico, ieri, deve essere stata la bandiera arcobaleno su cui Luxuria aveva scritto in cirillico “E' ok essere gay”. Il fermo è durato solo qualche ora. Questa mattina, infatti, l'ex deputata ha fatto sapere via sms di essere stata rilasciata.


Le Iene
Luxuria si trovava a Sochi per realizzare un video per il programma televisivo “Le Iene”. Con gli inviati Pio e Amedeo, stava girando un servizio-denuncia sulle leggi restrittive imposte da Putin, che rendono vietano la propaganda gay ovunque siano presenti minori. I tre stavano raccogliendo interviste di atleti azzurri sulle leggi contro l'omosessualità promosse da Putin – leggi peraltro multate persino dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.

La mobilitazione
Luxuria aveva usato Twitter per annunciare il suo “sbarco” alle Olimpiadi. «Sono a Sochi! Saluto con i colori della rainbow, alla faccia di Putin», allegando al tweet una fotografia scattata sotto i cinque cerchi olimpici. Ed è proprio su Twitter che ieri è scattata la mobilitazione per il suo rilascio. Ieri, il Gay Center ha lanciato l'hashtag #luxurialibera, che ha attirato l'attenzione sul caso-Luxuria in Italia e non solo.



Putin e le leggi contro l'omosessualità
«La mia è una provocazione a una legge assurda – ha fatto sapere Luxuria – Una legge che usa il divieto della propaganda gay di fronte ai minori come pretesto per non parlare di omosessualità».

La vita degli omosessuali, in Russia, non è facile. Si pensi che i rapporti consenzienti tra adulti dello stesso sesso sono stati puniti per legge fino al 1993. E si può dire che da vent'anni a questa parte la situazione non sia cambiata di molto . Anzi, in questi anni il Primo Ministro Putin è riuscito a introdurre leggi sempre più restrittive. Ad oggi, in Russia, è vietato qualsiasi tipo di propaganda – compreso il materiale informativo e di prevenzione – di “relazioni sessuali non tradizionali” che possa raggiungere i minori. Insinuare che le coppie omo siano uguali a quelle etero è severamente punito dalla legge.
Anche il gay pride, la tradizionale parata a difesa dei diritti gay è severamente perseguita.

Le reazioni
La notizia del fermo del trans Luxuria ha attirato ancor più l'attenzione sulle politiche russe. Flavio Romani, presidente dell'Arcigay-Associazione Lgbt italiana, intervistato, ha definito senza mezzi termini “infame” la legge russa. Il senatore Sergio Lo Giudice ha commentato «L'arresto dell'ex parlamentare italiana mostra tutta l'ipocrisia di Putin e del suo regime».

Di Caterina Michelotti © Riproduzione Riservata
TAG  gay   diritti civili  
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