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Il linguaggio del corpo del gatto: 5 situazioni per decifrare le sue emozioni

Riservati e indipendenti, i gatti non sono "plateali" nelle manifestazioni delle proprie emozioni. Che però hanno, eccome! Ecco, dunque, come capirle interpretando azioni e movimenti dei nostri pelosetti

Il linguaggio del corpo del gatto: 5 situazioni per decifrare le sue emozioni

Sta ore e ore arrotolato sul divano ma all'improvviso, come preso da un raptus, corre su e giù per le scale di casa. Oppure, mentre lavoriamo al computer, senza pensarci due volte si allunga sulla tastiera. Il gatto domestico è proprio un tipetto imprevedibile! Mosso dal suo spirito indipendente e libero, Micio fa sempre quello che veramente desidera. E noi umani, come possiamo metterci a sua disposizione? Possiamo "anticiparlo" nelle intenzioni? Se, infatti, capire un gatto è importante per stabilire con lui un rapporto ottimale nella vita di tutti i giorni, diventa fondamentare quando c'è qualcosa che non va nella sua salute. Ad aiutarci nell'impresa e la lettura del suo comportamento. Quello del corpo è infatti un vero e proprio linguaggio che ci consente di comunicare con lui, creando un feeling ottimale.

 

Corpo, coda e vibrisse sono gli elementi da tenere sotto controllo.

 

1. In coda alle emozioni

Dritta, abbassata, arruffata: con la coda, il gatto esprime delle emozioni ben precise. Se, quando rientriamo in casa (o siamo pronti per dargli la pappa) ci viene incontro con la coda alzata, significa che è ben disposto e sereno. Al contrario, la coda in giù è sinonimo di preoccupazione e insicurezza. Alzi la mano chi non ha mai visto un gatto con la coda arruffata! È il suo modo per diventare... temibile, dirci che è sospettoso e non è il momento di scherzare. Lasciarlo tranquillo per dargli modo di sbollentare la sua agitazione è l'atteggiamento giusto per far sì che torni il sereno. Se, infine, il gatto muove la coda, spostandola in modo netto e deciso a mo’ di frusta a destra e sinistra ci indica che qualcosa lo sta innervosendo o agitando.

 

2. Strusciatine, piccoli morsi e occhi "dolci"

Quando un gatto passa il suo musetto o il suo corpo su di noi partendo dall’angolo della bocca fino all’orecchio, anche per più volte di seguito, significa che "marca" il suo territorio. Siamo suoi... e basta! Attenzione, però, a prenderla come la cosa più romantica del mondo. I gatti, infatti, fanno lo stesso con il divano, lo stipite della porta o un cartone! Piccoli morsi e "testate" alla ricerca di coccole possono essere visti come simboli di affetto ma è quando si sdraiano per terra a pancia in su che ci stanno mostrando la fiducia totale nei nostri confronti. Vietato accarezzarla con troppa enfasi, però!

 

 

 

3. Le espressioni del viso

Un gatto tranquillo e disponibile ha occhi aperti ma non con la pupilla dilatata, bocca chiusa, vibrisse rilassate e orecchie portate in avanti. Un gatto teso e che non sa come gestire la situazione, invece, tenderà a piegare le orecchie verso la testa e socchiuderà gli occhi. Man mano che la tensione aumenta fino a diventare paura le orecchie saranno sempre più appiattite sulla testa, le pupille tenderanno a dilatarsi e il gatto soffierà o emetterà miagolii via via più acuti. Spesso la sua schiena si incurva ed è pronto per l'attacco.

 

4. Sicuro o impaurito?

Un gatto sicuro e tranquillo si avvicina in modo diretto. Allungare delicatamente la mano verso di lui, gli consentirà di darci un'annusatina e stabilire un primo contatto. Diversamente, un gatto che ha paura assume una posizione più rannicchiata e si muove quasi strisciando, evitando un contatto diretto. Se si riesce a prenderlo in braccio, metterà subito la coda fra le zampe. Accade, ad esempio, quando Micio viene fatto uscire dal trasportino per la visita dal veterinario.

 

5. Fare la pasta

Quando il gatto è rilassato e ha un buon rapporto con il proprio padroncino, gli salta sulle gambe e, oltre a fare le fusa, fa la pasta. Questo movimento viene fatto per la prima volta dal gattino, subito dopo la nascita, per stimolare la fuoriuscita del latte dalle ghiandole mammarie della madre. È, quindi, un segno di legame affettivo.

Di , © Riproduzione Riservata
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