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L'informatica nel quotidiano

Ma sappiamo veramente quanto dipendiamo dall’informatica? Vediamo come le nostre giornate e molte nostre azioni dipendono dal funzionamento di un microprocessore.

L'informatica nel quotidiano

Avete mai pensato quanto dipendete dall’amato/odiato personal computer. A volte neppure chi ci lavora quotidianamente, e magari deve renderli prodotti interessanti per poterli vendere, se ne rende conto. Quindi escludiamone l’uso puramente lavorativo: scrivere, calcolare, inviare mail, progettare e disegnare, ma andiamo nel mondo fuori… Raggiungete il lavoro in treno?
Microprocessori
So che vi sembrerà strano perché spesso non funzionano, sono in ritardo e chi più ne ha più ne metta, ma il traffico ferroviario èReti ferroviarie regolato da dispositivi informatici. Servono per valutare orari, coincidenze, numero di binari disponibili e quali, transiti organizzati, disponibilità materiale rotabile (in pratica il controllo e gestione del magazzino delle ferrovie), si certo potrebbero funzionare meglio e sicuramente non dipende dal tipo di server (quei dispositivi con potenza maggiore che controllano PC e trasmissione dati) ma quanto l’organizzazione e la gestione delle risorse.
Immaginate solo fare un orario a mano con le necessità odierne!

Anche le metropolitane sono regolate sulle stesse basi, e nelle città con i nuovi tram collegati via GPS (il dispositivo di localizzazione come quello dei navigatori satellitari), tutta la parte informativa di tempi di arrivo è gestita da strumenti informatici.

Credete che l’auto dipenda solo da pistoni e trasmissione?
Tralasciando la 127 del nonno, nell’ultima generazione di automobili la componente elettronica è diventata importante e la gestione elettronica dipende sempre da un microchip che viene verificato grazie a strumenti informatici: andate a fare un tagliando (per esempio il bollino blu), viene elaborato con un personal computer.

SupermercatoAndiamo a fare la spesa…Forse la signora Maria del negozio sotto casa scrive ancora tutto sul quaderno, ma anche lei sempre più spesso ha un PC, dove registra entrate e uscite.
Supermercato. Sorvoliamo la monetina nel carrello che d’informatico ha poco. Quando col vostro carrellino pieno di prodotti andate alla cassa, tutta la parte di scarico dei magazzini, prezzo e relative promozioni (sconti, punti,…) sono gestite con la lettura dei codici a barre e la registrazione del prezzo è forse la parte meno importante.
Pensate che tutta questa quantità di informazioni serve per sapere come fare gli ordini ai fornitori, perché è possibile sapere quanti pezzi di quel prodotto sono stati venduti ogni giorno, sapere se si vendono anche senza promozioni, quindi se è gradito oppure no e di conseguenza regolare le scorte di magazzino.
Se poi in alcuni casi sfruttate la spesa elettronica selezionando nel supermercato gli articoli che vi servono con un lettore di codici a barre e poi andate alla cassa che automaticamente vi fa confezionare e spedire la spesa.
Tutti questi dati sono gestiti con dispositivi informatici.

Ovviamente anche se pagate con una carta di credito o un bancomat tutto viene gestito e controllato dall’informatica. Anche l’uso del telefonino che sì è vero, si basa su onde sonore, GPRS ma tutto è gestito e controllato da server e PC.

I conteggi delle bollette o delle ricariche, l’attivazione della comunicazione tra un numero e l’altro senza i bit (l’unità di misura di base dell’informatica) che invece che essere trasmessi via cavo viaggiano via etere, ma sono loro che permettono tutto il funzionamento e l’informatica controlla queste cose.
Informatica nel quotidiano
Forse si può pensare di essere vittime della tecnologia, queste sono opinioni personali, sicuramente la tecnologia è stata creata per facilitare la vita e per rendere semplice e veloce certe procedure che altrimenti sarebbero gestibili molto difficilmente.
Ormai ci siamo talmente abituati ad alcune cose che neppure ce ne rendiamo conto, ma l’informatica non è solo internet e  si estende in molte aree della nostra vita quotidiana e soltanto quando si inceppa capiamo quanto ne siamo condizionati.

Di © Riproduzione Riservata
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