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Elogio alla lentezza

La lentezza viene considerata dalla nostra società un difetto che rallenta la produttività e la routine piena di impegni che ci imponiamo ogni giorno. Dovremmo invece imparare a riscoprire i ritmi lenti che ci permettono di assaporare ogni aspetto della nostra vita.

Elogio alla lentezza


Lunedi 16 marzo 2010
, si è festeggiata la giornata mondiale dedicata alla lentezza. Sì la lentezza, cioè quel modo di pensare e di fare che forse oggi più che mai sembra essere obsoleto, superato, anti-moderno, insomma un antico valore del quale solo in pochi sembrano ancora apprezzarne tutte le sue qualità.
Provate a guardarvi attorno e con un pochino di attenzione vi accorgerete che la lentezza, non fa per molti, anzi è davvero di pochi, e guai a incontrarla sul nostro cammino, fateci caso. Siete in fila al super con il carrello pieno, e guai se la persona prima di noi ci impiega un minuto in più a pagare, o se il bancomat non funziona!
Siete in fila in banca, disastro, se i terminali sono lenti e non rispondono a dovere, ciò è valevole per la posta, per qualsiasi ufficio pubblico, per non parlare poi di quando siamo in macchina, se allo scattare del verde non si parte a razzo, si è considerati degli emeriti rincitrulliti!

Esseri lenti per la nostra società non è una qualità, ma un male, un difetto, una manchevolezza, quante volte si sentono pronunciare frasi del tipo “dai forza”, “muoviti”, “svegliaaaaaaa!”, ecco tutte parole che cercano di far capire al nostro interlocutore che non è permesso perdere tempo, mai in nessuna situazione e così via sempre di corsa, sempre affannati, sempre a guardare disperati l’orologio e a non goderci veramente le cose.

Vivere con lentezza
La lentezza invece a volte è un bisogno filologico, facente parte dell’essere umano, se si andasse più lentamente, se ci si guardasse attorno senza fretta, forse si vedrebbero più cose, si capirebbero di più le persone. Si è proprio così, quante volte la gente ci parla, ma noi per la fretta in realtà non ascoltiamo, non diamo loro la giusta attenzione, peggio quando ciò avviene con i propri figli, e loro badate che se accorgono benissimo, non come gli adulti, che forse non se ne accorgono, ma chissà per quali meccanismi e forme artefatte di educazione non lo fanno notare. I bimbi no, se non li ascolti, te lo fanno notare! E fanno benissimo! Dovremmo imparare da loro.

Vivere con lentezza

La lentezza nella letteratura

Nella letteratura e nella filosofia esistono moltissimi autori e poeti che decantano la lentezza, basti pensare a Nietzsche, per lui era una vera e propria virtù.
Per Kundera “ il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio”.
Firmino Sam Sauvage
O ancora chi di voi ha letto il simpaticissimo ma anche filosofico libro di Sam Savage “Firmino” la toccante storia di un topolino che diverso dall’intera nidiata trascorre il proprio tempo in modo non frenetico e dispersivo come i suoi fratelli e sorelle a mangiare e gozzovigliare ma a leggere libri di ogni tipo, diventando ogni giorno più grande, più erudito e soprattutto più saggio.



L'eleganza del riccio

O ancora mi viene in mente uno dei libri che l’anno scorso ha avuto un enorme successo di Muriel Barbery “L’eleganza del riccio” storia di una donna che trascorre la sua vita a osservare e imparare molto dai comportamenti delle persone che popolano l’elegante casa in cui lei è portinaia, e nella sua tranquilla dimora, trascorre all’insaputa di tutti anche dei più maligni, il suo tempo a divorare libri, intere opere enciclopediche, e a formarsi una coscienza di sé e degli altri così fine da far invidia al miglior psicologo o professore di filosofia teoretica.



Ultimo esempio collegato con la lentezza, la tranquillità e l’introspezione, ma soprattutto una bella, semplice e importante lezione sul saper aspettare, sull’attesa costruttiva mi è stato dato dalla recente lettura di uno dei libri di Paola Mastrocola “ E se covano i lupi”, una favola per adulti, ma in realtà da raccontare anche ai propri figli, sull’importanza del rispetto dei tempi propri e altrui, sull’apprezzare la vita per come viene e non per quello che sarà domani, sul vivere oggi, sull’attesa e sull’osservazione paziente di ciò che vive attorno a noi, senza mai perdere la curiosità e la voglia di stupirsi.

Di © Riproduzione Riservata
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