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#DearFutureMom, la campagna per la giornata mondiale sulla sindrome di Down

Il 21 marzo è la giornata mondiale sulla sindrome di Down. #DearFutureMom è la campagna di sensibilizzazione per promuovere la cultura della diversità

#DearFutureMom, la campagna per la giornata mondiale sulla sindrome di Down

Il 21 marzo si celebra la Giornata mondiale sulla sindrome di Down per sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere l'integrazione nella società di tutte le persone affette da questa malattia. Per l'occasione è stata proposta la campagna di sensibilizzazione #DearFutureMom (Cara futura mamma), un video suggestivo promosso da CoordDown (Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down.


Il tema scelto per il 2014 è il diritto alla felicità e all'integrazione di tutti coloro affetti da questa malattia con l'obiettivo di incentivare la cultura della diversità, soprattutto per quanto riguarda il mondo della scuola e del lavoro.


Che cos'è la sindrome di Down?
La sdD (sindrome di Down) è un'anomalia cromosomica che causa ritardo nella capacità cognitiva e nella crescita fisica e può provocare livelli variabili di disabilità. Non sono chiare la cause specifiche di questa malattia, l'unico fattore di rischio riconosciuto è avere una gravidanza in età superiore ai 35 anni. La patologia può comunque essere identificata prima della nascita del bambino con un test prenatale.



La campagna
L'iniziativa di quest'anno prende spunto da un'email inviata a CoordDown da una mamma in attesa di un figlio con sindrome di Down in cui c'era scritto: «Aspetto un bambino. Ho scoperto che ha la sindrome di Down. Ho paura. Che vita avrà mio figlio?».

Nello spot diretto dal regista Luca Lucini 15 attori e attrici affetti da sdD che vivono in diversi paesi europei rispondono a questa mamma rassicurandola dicendole:

«Cara futura mamma, non avere paura.
Tuo figlio potrà fare un sacco di cose. Potrà abbracciarti. Potrà correrti incontro. Potrà parlare e dirti che ti vuole bene. Potrà andare a scuola, come tutti. Potrà imparare a scrivere. E potrà scriverti, se un giorno sarà lontano. Perché sì, potrà viaggiare. Potrà aiutare suo padre ad aggiustare la bicicletta. Potrà lavorare e guadagnare i suoi soldi. E con quei soldi potrà invitarti fuori a cena. O affittare un appartamento e andare a vivere da solo. A volte sarà difficile. Molto difficile. Quasi impossibile. Ma non è così per tutte le mamme? Cara futura mamma, tuo figlio potrà essere felice. Come lo sono io. E anche tu sarai felice».




La toccante sequenza di dichiarazioni mostra come le persone che hanno la sindrome di Down possano avere una vita normale e che «la felicità di un genitore passa attraverso la felicità dei figli - si legge sul sito del CoorDown - ma il benessere di un figlio con sindrome di Down dipende anche dall’inclusione nella società e dalla possibilità di esercitare i propri diritti: una scuola di qualità, il giusto numero di ore di sostegno, i necessari interventi riabilitativi precoci, l’opportunità di trovare un lavoro, come chiunque altro. L'obiettivo della Giornata Mondiale è anche quello di diffondere una nuova cultura della diversità e una maggior conoscenza delle persone con sindrome di Down».

Di Elisa Gamberi © Riproduzione Riservata
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