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Codice a barre

Che cos'è e a cosa serve il codice a barre che vediamo sulla confezione di ogni prodotto che acquistiamo? Scopriamo insieme qualcosa in più.

Codice a barre

Codice a barre divertenteQuando si va a fare la spesa al supermercato, avrete notato quel codice lunghissimo composto da tante barre verticali, stampato sulla confezione di ciò che stiamo acquistando, probabilmente vi sarete anche chiesti a cosa esattamente possa servire e perché è presente su qualsiasi prodotto che acquistiamo. Alla cassa i vari prodotti da noi acquistati sono fatti scivolare sul nastro e tutto è registrato: grazie a quel codice, fondamentale per la gestione del magazzino, viene comunicato direttamente il pezzo venduto e la necessità di farne poi rifornimento. Il codice in questione si chiama: codice a barre.

Codice a barre in  magazzino

Joseph Norman Woodland, un ingegnere statunitense, un giorno si trovava tranquillamente seduto sulla spiaggia, quando con la mente si trovò a cercare un modo per risolvere un problema che da qualche tempo lo turbava e contemporaneamente lo incuriosiva. I suoi interessi si muovevano intorno al mondo della distribuzione e dei Joseph Norman  Woodlandsupermercati, dove un grosso problema era quello legato alla gestione dei prodotti, agli ordini, e alla corretta distribuzione. Tra i suoi primi pensieri volti alla soluzione del suddetto problema gli venne in mente l’inchiostro da applicare ai prodotti e leggibile solo con la luce ultravioletta, l’idea poteva essere buona, ma il sistema sarebbe stato troppo complesso e non semplice da gestire.
La sabbia, in quel giorno del 1949, gli fu utile per risolvere il problema, infatti prese a disegnare sulla medesima dei punti e delle barre, seguendo come esempio il codice Morse, poi allungò queste linee ed eco apparirgli davanti la soluzione, un nuovo codice: il codice a barre!
Subito dopo l’estate, il 20 ottobre del 1949, Woodland insieme al suo amico Silver registrano il brevetto di questa grande invenzione, un codice che permetteva la lettura in tutti i sensi e in tutte le direzioni.
Qualche anno dopo Woodland lavorò presso l’IBM, e mostrò in quel contesto la sua invenzione, con la speranza di trovare non solo interesse ma il giusto e fondamentale supporto finanziario per estenderla a livello commerciale, purtroppo in realtà tutto ciò non avvenne, forse ciò che ancora mancava era la realtà preesistente di uno standard a livello universale di riconoscimento del codice e un’adeguata classificazione dei prodotti.
Dopo venticinque anni di attesa finalmente Woodland vide realizzarsi il suo sogno (anche se da quattro era scaduto il brevetto), l’UPC (Universal Products Code), fu approvato esattamente il 3 aprile del 1973. L'anno successivo, in un supermercato il primo prodotto (un pacchetto di gomme da masticare) fu passato sul nastro e registrato grazie al codice a barre.
Oggi il codice a barre è diventato ormai un elemento fondamentale all’interno di un qualsiasi prodotto che acquistiamo, qualsiasi esso sia.

Lettura codice a  barreIl codice a barre ha, tra le varie utilità, anche quella di indicare al consumatore la provenienza del prodotto, ciò può rappresentare un elemento fondamentale soprattutto nei casi di prodotti alimentari.
Vediamo i principali codici a barre e i paesi che possono rappresentare: è sufficiente infatti leggere il primo numero per associarlo alla nazionalità del proprietario del marchio, che di norma è il produttore. Ad esempio:
80 = Italia
57 = Danimarca
54 = Belgio e Lussemburgo
50 = Gran Bretagna e Irlanda
40 = Germania
30 = Francia

Di © Riproduzione Riservata
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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da vilma
     

    Molto utile nei tempi odierni e sbrigativo sia per conoscere la provenienza e le altre informazioni

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