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Il cervello raggiunge la piena maturità a 24 anni

Quando si diventa maggiorenni? Ci sono versioni contrastati, vediamole insieme.

Il cervello raggiunge la piena maturità a 24 anni

Ogni Paese ha una sua legislatura in merito al raggiungimento della maggiore età: in Italia si diventa maggiorenni a 18 anni, in America a 16, in Iran a 9, mentre in Egitto e Namibia a 21.

Tuttavia, legge a parte, secondo alcuni studi americani pubblicati sulla rivista scientifica “The Lancet”, solo a 24 anni il cervello raggiunge piena maturità.

Cerchiamo quindi di fare un po' di chiarezza.

Gli studi sul cervello umano
Secondo questi studi il cervello umano non si sviluppa completamente fino all'età di ventiquattro anni; è solo da questo periodo che “la testa” di una persona avrebbe tutti gli strumenti per valutare appieno le conseguenze dei comportamenti. Prima non sarebbe sufficientemente attrezzata per avere piena coscienza di cosa significhi compiere determinate azioni. E questo potrebbe aiutare a spiegare perché in età giovanile si tende a sottovalutare certi rischi, come quelli legati all'abusi di alcolici e droghe.
Sembra che le aree del cervello che controllano la capacità di comprensione dei comportamenti a rischio si sviluppi più tardi a quanto si credeva nel passato.

Il cervello raggiunge la piena maturità a 24 anni
Il concetto di maturità
Il concetto di maturità è complesso e sarebbe riduttivo collegarlo solo ad un'unica variabile: le variabili in gioco sono di tipo neurologico, psicologico, sociale ed emotivo. Sono molti i fattori che rendono una persona matura, dalla personalità, all'età, al contesto familiare e sociale e dallo sviluppo morale. E può capitare che si maturi in alcuni ambiti ma non in altri.
La maggiore età non necessariamente è sinonimo di maturità: la prima è fissata per legge la seconda non si può stabilire con certezza.

Comunicazione
Il fatto che il cervello di un adolescente non sia ancora sviluppato del tutto dal punto di vista neurologico spiega perché nella relazione adulto-ragazzo capita che quest'ultimo sia incapace di cogliere alcuni aspetti. In realtà è come se non afferrasse certi ragionamenti e per gli adulti l'insuccesso nella comunicazione è frustrante.
Se in passato si cercava di spiegare questi fallimenti con la svogliatezza o poca collaborazione del ragazzo, oggi le nuove teorie sostengono che il ragazzo non possiede gli strumenti per capire certe cose perché le aree cerebrali preposte alla capacità di comprensione dei comportamenti a rischio e delle conseguenze delle proprie azioni sono immature.

Il cervello raggiunge la piena maturità a 24 anni
Non è un alibi
L'immaturità neurologica del cervello degli adolescenti non deve però diventare un alibi per giustificare tutti i comportamenti di un ragazzo poco responsabile, ma bisognerebbe trasformare questa scoperta in una sfida , scegliendo nuovi approcci e modalità per rapportarsi con i ragazzi e renderli responsabili.
I genitori devono anche affidarsi al propri intuito e giudizio perché solo loro possono davvero capire quando il figlio è pronto per determinate responsabilità. Colgono i segnali e conoscono la sua storia e sono in grado di capire se il ragazzo è influenzato in maniera eccessiva dagli altri o se invece usa la propria testa e fa ragionamenti concreti.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  cervello  
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