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Arte in città: i battenti dei portoni, tra storia e leggenda

Camminare per le strade può rivelare, agli occhi dei più curiosi, delle belle sorprese! Avete mai scoperto l'arte in città che è nascosta nei battenti dei portoni?

Arte in città: i battenti dei portoni, tra storia e leggenda

Antiche statue chiuse e protette in bellissimi cortili o giardini curatissimi , affreschi di nobili impegnati in partite di caccia che arricchiscono le volte di antichi borghi , fino a curiosi battenti su portoni vecchi di secoli , immobili nella loro antica storia di annunciatori di visite di ospiti o sconosciuti. Questa è l'arte in città che possiamo trovare passeggiando per le vie e guardandoci semplicemente attorno.

I battenti o picchiotti sono una delle caratteristiche di moltissime città e cittadine, che agli occhi più attenti richiamano sicuramente l'attenzione.


La casa e la sua protezione

Da quando l'uomo ha costruito la sua casa , partendo da paglia e fango, per passare poi alla casa in pietre prima e muratura dopo, per giungere infine alle case domotiche di oggi, ha sempre cercato di proteggerla dall'incursione di sconosciuti e ladri. Con l'uso dei mattoni si è fatto un salto evolutivo e costruttivo, a questo punto vi è stata l'invenzione di mezzi che potessero annunciare l'arrivo di un ospite alla propria dimora, chiusa, oltre che da mura perimetrali, anche da una porta massiccia o un forte portone, i quali se da una parte proteggevano, dall'altra non permettevano di vedere chi ci fosse alla soglia.

Battenti o picchiotti, progenitori dei campanelli
Qualche secolo fa sono stati inventati degli appositi strumenti, poi perfezionati nel tempo, chiamati battenti o picchiotti, ma anche diversamente, a seconda della regione di origine: battaglio, mazzapicchio, o bussarello, ad esempio. Si tratta di strumenti di ghisa o bronzo o altro materiale, applicati alla porta e usati per essere “sbattuti”, ovvero per colpire la porta facendo udire dall'interno dell’abitazione la presenza di qualcuno all'esterno della medesima, il quale aveva la necessità di entrare e si annunciava bussando alla porta.
La storia di questi antichi campanelli nasce nel periodo classico greco-romano ed arriva fino al ventesimo secolo, durante il quale si manifesta l'avvento dell'elettricità nelle grandi città. A seguito di questa invenzione la loro principale funzione venne meno e questi bellissimi oggetti d'arte in città vennero così sostituiti da più moderni campanelli.


Forme artistiche
All'inizio i picchiotti erano molto lineari e semplici, poi con il tempo assunsero delle forme artistiche molto ricercate ed eleganti. Stavano anche a dimostrare la tipologia di dimora, la rappresentavano, ecco perché in talune case su bellissimi portoni sono applicati dei battiporta davvero stupendi. Quindi, oltre che alla loro praticità, si badava anche alla bellezza, all'aspetto meramente artistico: divenero così un oggetto d'arte in molte città.
Dal XV secolo ne furono realizzati parecchi esemplari, sia in ferro battuto finemente scolpito, sia in bronzo.
Nell’Ottocento, in epoca neoclassica, si diffusero in tutta Europa i battenti in ghisa, dalle molteplici forme. Alcuni esemplari erano ispirati all’antico Egitto, ad esempio raffiguravano le sfingi, altri avevano come soggetto leoni, leonesse, meduse, fiori, teste o mani di donna con un prezioso anello al dito.

Funzione magica
Ad alcuni battenti per un certo periodo fu anche data una funzione magica, a difesa dell'abitazione e di chi in essa dimorava. Ad essi venne attribuito il potere speciale di allontanare e distruggere le influenze negative e maligne: ecco perché in molti battenti si raffiguravano facce umane minacciose o animali feroci.

Di © Riproduzione Riservata
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