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Animali da circo

Bellissimo andare al circo, un mondo magico e fantastico, soprattutto per i bambini. Rimane però il problema di come vengono trattati gli animali che ci lavorano.

Animali da circo

Animali da circo
Quando eravate piccoli vi sarà capitato di essere accompagnati dai nonni o dai vostri genitori almeno una volta al circo. Cosa vi ricordate di più tra i pagliacci e gli animali? Molti di noi hanno ricordi di infanzia di circhi che arrivavano e partivano dalla nostra città, lasciando dietro immagini di animali capaci di bizzarre acrobazie, seguendo ritmi innaturali dettati dall’uomo, ma i ricordi possono essere anche piacevoli perché legati a vedere da vicino e per la prima volta tigri, leoni, elefanti e foche!


La Grecia dice “N0 ai circhi!”
La Grecia ha preso una decisione radicale e decisiva rispetto al circo: un no categorico a questo tipo di attrazione, con la motivazione semplice e di grande sensibilità legata al maltrattamento degli animali in questi contesti. Cavalli presi a calci e pugni, tigri e leoni frustrati selvaggiamente e animali comunque allontanati da quello che è il loro ambiente naturale per essere esposti innaturalmente in metropoli di cemento.
Dunque i vicini greci dal 31 gennaio hanno deciso, a seguito dell’approvazione di una specifica legge, di bandire l’uso di animali all’interno dei circhi, ma anche nelle compagnie teatrali e in parate davanti ad un pubblico.
È la prima nazione rispetto a tutte le altre europee ad essersi così imposta nei confronti della tutela dei nostri amici animali.


Circhi in Italia
In Italia al momento non esistono leggi simili, ma esistono delle concessioni da parte dello stato italiano sotto forma di contributi di svariate migliaia di euro direttamente ai circhi. Nel 2010 lo stanziamento è arrivato a 6 milioni di euro, una cospicua somma, derivante da sovvenzioni dedicate al Fondo Unico dello Spettacolo (FUS): trattasi di uno strumento finanziario che sostiene le attività del cinema e degli spettacoli dal vivo. Questi soldi però sarebbero anche derivanti dall’estrazione del gioco del Lotto del mercoledì, come stabilito dalla legge 662/96: fondi assegnati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in base ad un programma triennale nel triennio 2004-2006 che ha assegnato 130 milioni di euro a questo settore dello spettacolo.
Il circo, secondo la Legge del 1968, offrirebbe al pubblico uno spettacolo a tema sociale; possiamo negare tutto ciò? No, perché sfido qualsiasi bambino alla domanda “Ti piacerebbe andare la circo?” a rispondere “No grazie!”.
Molte associazioni a sostegno e difesa della protezione degli animali si sono schierate per far sì che, anche in Italia come in Grecia, venga applicata la stessa legge, soprattutto in quei casi, denunciati anche al telegiornale, di circhi in cui la vita degli animali era davvero degradante, chiusi in gabbie piccole, sporchi e tenuti male.
Certo tutto ciò non si può estendere a tutti i circhi, poiché probabilmente alcuni gli animali li tratteranno bene, e come sempre non è corretto generalizzare, sarebbe forse da valutare di caso in caso.
C’è solo da chiedersi, se al di là della tipologia di circo, pensare ad un animale maestoso e regale come un leone o una tigre possa essere davvero felice vivere dentro ad una gabbia, per quanto ampia e pulita, rispetto al correre libero nella savana a cacciare gazzelle e crogiolarsi al caldo sole africano nell’ombelico del mondo!


Alternative al circo con animali
Mantenere questi animali ha un costo, ma non sarebbe meglio devolvere questi soldi ad un bioparco in cui, grazie allo studio di biologi, veterinari e spesso molti volontari, si ridona dignità all’animale fatto uscire dalla gabbia e, se non riportato nel suo ambiente, per lo meno lo si lascia libero senza gabbie ma in ampi recinti?
E pensare invece a circhi in cui gli animali non ci sono? Luoghi dove i bambini facenti parte del pubblico si divertono a vedere clown, equilibristi e trapezisti camminare su funi, come spesso proposto dal bellissimo e sicuramente educativo Cirque du Soleil?
Come al solito i bimbi sono frutto dell’educazione di noi genitori, siamo noi i responsabili di ciò che loro possono amare o odiare, a noi la scelta e la consapevolezza delle azioni educative.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  animali  
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