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2011 Anno Internazionale delle Foreste

L’ONU ha dichiarato il 2011 l’anno internazionale delle foreste, e in realtà si tratta di un logico continuum del 2010, anno totalmente dedicato alla biodiversità.

2011 Anno Internazionale delle Foreste

In questi due ultimi anni, ma in realtà l’impegno di molti di noi è iniziato ben più addietro nel tempo, sta sempre più aumentando la coscienza ecologica e l’adesione, piccola o grande, a questa sensibilità collettiva è davvero molto importante, soprattutto in un’ottica di crescita pedagogica permanente. È una coscienza globale che parte da noi italiani ma che è condivisa nel resto dell’Europa, in America e in linea generale in tutto il mondo, poiché il problema della deforestazione, con tutte le conseguenze più o meno note, è importante per qualsiasi abitante di questa terra.
Ho letto una citazione molto forte di Moby, il cantante icona pop di questi ultimi anni, molto attento alle problematiche ambientali, che mi ha colpito, poiché detta non da uno scienziato, ma da chi è come ognuno di noi, semplicemente attento a ciò che lo circonda; può forse apparire apocalittica, ma presa nella giusta misura ha un fondo di verità: “L'uomo negli ultimi 5.000 anni ha conquistato il mondo e nessuno lo può fermare. Certo, l'uomo sopravvivrà ma credo che in 75 anni ci saranno milioni di rifugiati per il cambiamento climatico, molte città saranno sott'acqua o devastate da uragani e le foreste si trasformeranno in deserti. Non lo so se siamo in tempo per fermare un processo che sta andando avanti da secoli ormai”.
Credo che chiunque, e soprattutto chi di noi ha dei figli, farebbe bene a preoccuparsi del verde che ha intorno a sé, dell’importanza e della cura del medesimo, della protezione di questi grandi e piccoli polmoni che ci donano incessantemente ossigeno e purificano l’aria che noi, con le nostre auto, industrie e fabbriche, sporchiamo.

I cambiamenti climatici sono una delle conseguenze della deforestazione, pensate che in questi ultimi 10 anni sono andati persi 5,2 milioni di ettari di foresta ogni anno, raggiungendo un totale di oltre 161 milioni di ettari. Il Brasile è purtroppo uno dei teatri di questa problematica ambientale: il 94,1% della deforestazione avviene nelle aree tropicali di questo paese ma anche nel Congo, in Indonesia ecc.
Il motivo? Business speculativo, coltivazioni di tipo industriale, industria del legname, ecc. per un valore pari a  circa 150 miliardi di dollari ogni 12 mesi.

Le foreste sono troppo importanti e spetta a ognuno di noi a capirlo, perché se è vero che da Torino o Milano non riusciamo a comprendere cosa voglia dire vivere in una foresta, come invece accade per alcune tribù e per moltissime specie animali e vegetali, possiamo però sostenere anche a distanza progetti, iniziative e ideali che spingono alla loro conservazione.
Ogni singolo albero dà vita alla vita, arricchisce il cielo di ossigeno, capta l’anidride carbonica, permette di creare nidi e tane a diversi animali, molti dei quali anche in via di estinzione, attraverso le radici rende più compatta e solida la terra, evita le frane e anche in questo protegge l’uomo, produci fiori e frutti commestibili, permette la salvezza di animali in fuga dai predatori ecc.

Questi e tanti altri motivi hanno convinto nel 2006, durante l’83esima Riunione Plenaria dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite dell’ONU, a proclamare il 2011 Anno Internazionale delle Foreste, per favorire la gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  ecologia   verde  
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