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È morto Karl Lagerfeld

Lutto nel mondo della moda: si è spento Karl Lagerfeld, Direttore Creativo di numerose griffe, ideatore di un proprio brand, fotografo, regista e innamorato della sua gatta Choupette

È morto Karl Lagerfeld

Era soprannominato “Kaiser”, Karl Lagerfeld. Capelli candidi raccolti in una coda bassa, grandi occhiali scuri, giacca nera, camicia dal collo così alto da sfiorare il mento e guantini con finestra sulle unghie squadrate: la sua incredibile influenza sulla moda fatta di scelte creative sopra le righe, in grado di lasciare sempre un marchio di stile, difficilmente avrà potrà essere emulata. Ultima apparizione, sul suo profilo Instagram, per ringraziare il raggiungimento di un milione di follower, a fine gennaio - e non era mai accaduto prima - grande assente alla sfilata Chanel. Ricoverato da ieri, sembra per un malore, si è spento questa mattina. Tre ore fa, il tweet di saluto dei suoi collaboratori, dal suo profilo.

 

 

Un po' di storia

Padre svedese, madre tedesca, fu lei ad avvicinarlo al mondo della moda, portandolo alla prima sfilata, a Parigi, nel 1949. Nel 1954 vince il Woolmark Prize e, poco dopo, diventa assistente nella Maison Pierre Balmain. Conosce Yves Saint Laurent, storico amico e rivale, lavora tra Francia, Italia, Germania e Regno Unito. Ama essere sopra le righe e stuzzicare il suo pubblico, inclusa la carta stampata: l'episodio legato al suo debutto nell'alta moda di Jean Patou, con la sfilata di spacchi e scolli vertiginosi a tal punto da indignare le giornaliste che abbandonano la sala, è storia. Del resto era stato proprio lui a dire: «Volete essere noiosi? Basta essere politically correct».

Due anni per Clohé fino a quando, nel 1965, firma con Fendi, a cui rimarrà legato a vita nella partnership più lunga mai avuta da uno stilista con una maison (arrivata a 50 anni nel 2015). Nel 1980 fonda la sua etichetta e poi , nel 1983, rilancia il marchio Chanel a dieci anni dalla morte di Coco. Il tutto senza dimenticare la sua passione per la fotografia e il fatto di essere stato il primo stilista a collaborare con H&M, disegnando una capsule che ottenne successo immediato andando a ruba in un weekend.


 

Uno spirito libero

Nel 2001 Lagerfeld decide di ridisegnare anche se stesso. Hamburger e Coca Cola dipendente, mette la testa a posto e segue una dieta ferrea che, neanche a dirlo, prenderà il suo nome. Riesce a perdere 42 chili in poco più di un anno. Inseparabile dalla sua gattona Choupette che può contare su uno stuolo di cuochi, veterinari e dame di compagnia, amava definirsi un freelance: «Questa parola - disse durante un'intervista - è l'unione di 'free', 'libero' come ho sempre voluto essere, e 'lancè che ricorda la parola francese 'lancé', com'era definita un tempo un'ambita cortigiana. Io mi sento libero e mercenario».

 

Non solo Direttore Creativo

Lagerfel non era semplicemente un creativo di moda. Era un creativo a tutto tondo. Nel 2012 il suo appartamento di Parigi venne mostrato sull'edizione francese di Architectural Digest, nel 2013 si sedette dietro la cinepresa per dirigere il cortometraggio Once Upon a Time…, con Keira Knightley nei panni di Coco Chanel e Clotilde Hesme in quelli di sua zia Adrienne. Poi, in qualità di fotografo, scattò personalmente le campagne pubblicitarie delle case di moda di cui era Direttore. Karl Lagerfeld si è spento oggi, 19 febbraio 2019 all'età di 86 anni (dichiarati), a Neuilly-sur-Seine, in Francia.

Di , © Riproduzione Riservata
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