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Cannes 2015, il coming out di Cate Blanchett: «Ho amato molte donne»

La rivelazione di Cate Blanchett alla vigilia della presentazione di Carol, il film che la vede come protagonista nei panni di una donna bisex

Cannes 2015, il coming out di Cate Blanchett: «Ho amato molte donne»

Alla vigilia della presentazione di Carol, il film di Todd Haynes che nei prossimi giorno farà la sua prima apparizione sui grandi schermi di Cannes, la protagonista Cate Blanchett ha fatto coming out. Durante un'intervista a Variety, la 46enne australiana avrebbe infatti confessato al giornale statunitense di aver avuto, in passato, diversi rapporti omosessuali. Una rivelazione che ha fatto immediatamente il giro del web e che ha dato il via al Festival di Cannes con un tocco di pepe in più.

Il coming out
Sulla Croisette il prossimo 17 maggio, Carol, il film di Todd Haynes tratto da un libro di Patricia Highsmith e in concorso per la vittoria della Palma d'Oro, racconta la storia d'amore tra due donne nella New York degli anni Cinquanta. Una di queste, interpretata proprio da Cate Blanchett, è una signora bisex intrappolata in un matrimonio infelice. Un personaggio su cui l'attrice australiana ha lavorato a lungo, parlando con diversi psicologi ed esperti del settore. Eppure realtà e finzione, nel caso della Blanchett, non sembrano essere così lontani.

«È stata la sua prima volta come lesbica, le ha chiesto Ramin Setoodeh, giornalista di Variety. Una domanda a cui l'attrice ha risposto con un ulteriore interrogativo, posto con estrema timidezza: «In un film o nella vita reale?». Un punto su cui il giornalista ha deciso di insistere, facendo infine confessare alla Blanchett di aver avuto diverse relazioni con donne nella sua vita reale.

«Non ho mai pensato ad etichette di orientamento sessuali – ha continuato l'attrice, spiegando perché non avesse mai fatto outing - proprio come il personaggio che interpreto nel film. Ci sono molte persone, come la protagonista di Carol, che non sentono il bisogno di gridare ai quattro venti queste cose».

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata

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