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Arrestato per pedofilia Józef Wesołowski, ex nunzio apostolico

Józef Wesołowski, ex nunzio apostolico della Repubblica Dominicana, è ora agli arresti domiciliari a seguito di gravi capi di imputazione riguardanti la pedofilia

Arrestato per pedofilia Józef Wesołowski, ex nunzio apostolico

Arrestato l'alto prelato Józef Wesołowski, ex nunzio apostolico della Repubblica Dominicana, per essere stato coinvolto in diversi casi di abuso su minori. Il processo e la conseguente condanna si sono svolti in tempi da record, complice la politica di tolleranza zero promossa da Bergoglio.

«L’arresto
– spiega il portavoce della sala stampa vaticana, padre Lombardi - è conseguente alla volontà del Papa, affinché un caso così grave e delicato venga affrontato senza ritardi con il giusto e necessario rigore, con assunzione piena di responsabilità da parte delle istituzioni della Santa Sede».

L'inchiesta
Era il 2 settembre dello scorso anno quando era iniziata a diffondersi la notizia che il 66enne Józef Wesołowski fosse coinvolto in un caso di abuso su minori. A dare il via all'indagine, poi proseguita dalla Procura, i media – in particolare la giornalista Nuria Pieria - della Repubblica Dominicana, dove Wesołowski era stato nunzio apostolico dal 2008. Sotto la grave accusa di aver adescato minori sulle spiagge dell’isola caraibica, l'alto prelato è presto finito sotto osservazione da parte della magistratura dominicana.

Le voci sono poi arrivate in Santa Sede, alimentate da un dossier inviato dall’arcivescovo e cardinale di Santo Domingo, Nicolás de Jesús López Rodríguez. Tanto era già bastato a Papa Francesco: richiamato a Roma e confermate le accuse a suo carico, l'ex nunzio era stato ridotto allo stato laicale dalla Congregazione della Dottrina della Fede, in attesa del giudizio esecutivo.


La pena

Il processo, tenutosi nel tribunale interno della Santa Sede, ha portato all'arresto di Józef Wesołowski, per espressa volontà di Papa Francesco. L'ex nunzio apostolico si trova ora agli arresti domiciliari nel Vaticano, complici le sue condizioni di salute non ottimali.

«Al prelato, già condannato in prima istanza dalla Congregazione della Dottrina della Fede alla riduzione allo stato laicale al termine di un processo amministrativo penale canonico, sono stati notificati i capi di imputazione del procedimento penale avviato a suo carico per gravi fatti di abuso a danni di minori avvenuti nella Repubblica Dominicana», ha spiegato padre Lombardi.

« La gravità degli addebiti
– ha poi continuato - ha indotto l'Ufficio inquirente a disporre un provvedimento restrittivo che, alla luce della situazione sanitaria dell'imputato, comprovata dalla documentazione medica, consiste negli arresti domiciliari, con le correlate limitazioni, in locali all'interno dello Stato della Città del Vaticano».

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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