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Iraq, video shock dell'Isis: decapitato giornalista Usa

Gli estremisti iracheni pubblicano un filmato con un'esecuzione. E, rivolti a Obama: «ogni aggressione contro di noi è un’aggressione contro i musulmani e ogni tentativo da parte tua di attaccarci provocherà un bagno di sangue tra la tua gente»

Iraq, video shock dell'Isis: decapitato giornalista Usa

L’Isis, lo stato islamico in Iraq e levante voluto dagli jihadisti che in questi giorni ha perseguitato yazidi e cattolici, lancia un messaggio agli Usa, affrontandoli con un gesto che non potrà essere ignorato. Un manipolo di estremisti ha diffuso il video, dal titolo “Messaggio all’America”, della decapitazione di un giornalista statunitense, James Foley, rapito nel 2012.
«Non combattete più contro una rivolta, noi siamo uno stato, che è stato accettato da un gran numero di musulmani di tutto il mondo – ha detto alla telecamera il “boia” –. Quindi, ogni aggressione contro di noi è un’aggressione contro i musulmani e ogni tentativo da parte tua, Obama, di attaccarci provocherà un bagno di sangue tra la tua gente»

Il filmato della decapitazione
Il video è stato subito censurato su Youtube, perché violava ogni norma antiviolenza. Nella clip compariva il giornalista freelance inginocchiato, con indosso una tuta arancione (molto simile a quelle utilizzate nel carcere di Guantanamo per i terroristi). Accanto a lui, il boia, vestito di nero, con il volto coperto da un passamontagna. È lui a parlare, a lanciare l’avvertimento agli Stati Uniti, ma soprattutto a rivolgersi direttamente al loro presidente, Obama. A dar forza alle parole dello jihadista contro l’America, una registrazione non verificata in cui la Casa Bianca annunciava l’avvio di raid aerei Usa in Iraq. Alla fine del messaggio, il terrorista vestito di nero punta un lungo coltello alla gola dell’ostaggio e, pochi secondi dopo, si vede l’esito della decapitazione. Nel filmato compare anche un altro giornalista americano, Steven Joel Sotloff, anche lui rapito in Siria. «La vita di questo cittadino americano, Obama, dipende dalle tue prossime decisioni».


La reazione degli Stati Uniti
«Siamo inorriditi dall’uccisione brutale di un giornalista innocente», ha detto la portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana Caitlin Hayden. «L’intelligence Usa sta lavorando per determinare l’autenticità del video postato dall’Isis». Il presidente Obama ha rivevuto la notizia mentre viaggiava sull’Air Force One, al rientro a Washington dal viaggio a Martha’s Vineyard.

Chi era James Foley
Foley lavorava da anni come reporter di guerra, documentando quanto succedeva nelle zone più calde del Medio Oriente. In precedenza, era stato in Afghanistan e in Libia. Nel 2011 fu rapito, insieme ad altri due giornalisti, da un gruppo di sostenitori del regime di Gheddafi. Nel 2012 si trovava in Siria quando, il 22 novembre, fu rapito nelle vicinanze di Taftanaz insieme all’autista e al traduttore – questi ultimi furono poi rilasciati.

Di Caterina Michelotti © Riproduzione Riservata
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