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Valeria Solesin, la vittima italiana della Jihad a Parigi

Fino all'ultimo si è sperato. Poi la conferma del console e della Farnesina: Valeria è tra le vittime del massacro di Bataclan

Valeria Solesin, la vittima italiana della Jihad a Parigi

Salgono ufficialmente a 130 le vittime della strage di Parigi. Alle 15 di ieri la triste conferma che nessuno avrebbe mai voluto sentire: a dare notizia della morte di Valeria Solesin, la 28enne veneziana tra i presenti al concerto degli Eagles of Death Metal la sera di venerdì 13 novembre, alla music hall Bataclan, è stato il console italiano a Parigi, Andrea Cavallari.

Quella sera, era in compagnia del fidanzato trentino, Andrea Ravagnani, della sorella di lui, Chiara, e del compagno. Entrano insieme nella sala ma, presi in ostaggio dagli attentatori, sono riusciti a salvarsi anche dopo la seconda sventagliata di pallottole sulla folla inerme, e a nascondersi. Dopo il blitz delle forze dell'ordine, quando è iniziata la fuga generale, il gruppo si è diviso e, fra panico e calca, si separa. Valeria perde la borsa con cellulare e documenti poi raccolta da quella che poteva diventare la cognata. E da quel momento, la ragazza risulta irrintracciabile.

 

Nel pomeriggio di ieri, poco prima della notizia ufficiale, il padre della ragazza, intervistato davanti all’abitazione a San Marcuola, nel centrale sestiere di Canareggio (Venezia), aveva anticipato: «Abbiamo la certezza ma manca solo per motivi burocratici l’ufficialità». La mamma, con un dolore composto e intimo, l'ha subito ricordata come una «persona speciale per tutto il Paese».



Chi era Valeria
Valeria Solesin, 28 anni, originaria di Venezia, si era diplomata nel 2006 al liceo scientifico Benedetti del capoluogo veneto. Laureatasi a Trento, si era trasferita a Parigi dove viveva ormai da quattro anni come “uno dei tanti giovani cervelli in fuga dal proprio Paese”, come era solita essere definita dai chi la conosceva. Dottoranda borsista in demografia all'Idem (l'istituto di Demografia dell'Università della Sorbona, studiava la comparazione sociologica tra sistema francese e italiano e si occupava di temi legati alla famiglia e ai bambini.


In pochi anni aveva già pubblicato alcuni saggi raccogliendo tra l’altro interviste ed entrando anche nello specifico di alcune realtà cittadine molto diverse tra l’Italia frammentata in tanti comuni grandi e piccoli e la Francia con Parigi catalizzatrice della comunità transalpina.

La madre ha ricordato la sua esperienza con i clochard di Parigi, «per conoscere tutte le sfaccettatura di una realtà che andava a studiare e frequentare». In passato, a quanto si apprende da un tweet del presidente di Emergency Cecilia Strada, aveva lavorato anche come volontaria dell'organizzazione. Si è unito al saluto anche il fondatore dell'ong Gino Strada: «Ciao Valeria, grazie. Anche lei tra le vittime del terrorismo che ha sconvolto Parigi. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerla e apprezzarla da volontaria di Emergency, prima a Venezia e poi a Trento. A lei un pensiero commosso e un abbraccio fraterno a tutti i suoi cari».

l cordoglio di Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato ai genitori un messaggio esprimendo cordoglio e solidarietà anche a nome di tutto il Paese: «Valeria era figlia d'Italia e d'Europa. È stata uccisa da mano barbara, fomentata da fanatismo e odio contro la nostra civiltà, i suoi valori di democrazia, di libertà e di convivenza. Valeria è stata uccisa, insieme a tanti altri giovani, perché rappresentava il futuro dell'Europa, il nostro futuro».

Di © Riproduzione Riservata
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