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Una zampata alle terapie: pet therapy in oncologia

Quando il benessere e la cura dei malati è una missione di vita, tutto può essere utile a far loro ritrovare il sorriso e la voglia di farcela, proprio come all'Ospedale Civico di Carrara

Una zampata alle terapie: pet therapy in oncologia

Appuntamento fisso per martedì mattina al solito posto, si trascorre del tempo insieme, piano piano ci si lascia andare, ci si conosce un po' e, soprattutto, si ride tanto.
Questo è quello che avviene ogni settimana nel reparto di Oncologia dell'Ospedale Civico di Carrara: pazienti oncologici che si ritrovano per sottoporsi alla chemioterapia, ma che vengono piacevolmente allietati dalla compagnia di tre amici speciali.

Loro sono Alice, un border collie, Asia, un labrador, e Billo, un incrocio tra un border e un cane da pastore: tre cagnoni grandi e grossi che con il loro abbaiare e le loro code scodinzolanti riescono a far scordare per un attimo quella flebo attaccata al braccio per ore.

Il progetto si chiama Una zampata alle terapie ed è attivo da settembre nel nosocomio toscano, già noto per le innovative metodologie di cura alternativa proposte ai suoi degenti, introdotte in supporto a quelle standard.


Il progetto
A dar vita al progetto è stato il dottor Andrea Mambrini, 47enne medico oncologo direttore dell'Unità Operativa Oncologica dell'ospedale toscano, in collaborazione con Asl 1 e il Comune di Carrara.
Una zampata alle terapie
è un vero e proprio studio clinico
, iniziato la prima settimana di settembre 2014 e che avrà la durata di un anno. Questa ricerca si prefigge di monitorare e valutare l'efficacia delle cure chemioterapiche in combinazione con un settimanale affiancamento di qualche ora con i cani scelti dell'associazione locale Feeldog.

Finora la pet therapy era stata fatta soltanto in day hospital, ma il Civico di Carrara è stato il primo ospedale in Toscana e uno dei primi in Italia ad introdurla anche direttamente in reparto, a diretto contatto con tutti i pazienti che vogliono sperimentare una dose di affetto canino riabilitante.

A riguardo il dott. Mambrini riferisce: «Abbiamo iniziato con altri sei ospedali italiani col reparto Day Hospital: abbiamo seguito per sei mesi 90 pazienti oncologici a contatto con i cani e li abbiamo messi a confronto con altri 90 pazienti senza pet therapy. Abbiamo misurato i parametri vitali di pressione, polso e temperatura. Quelli psicologici di apprensione, ansia e depressione. Infine, anche i sintomi di nausea, vomito e dolore. I pazienti della pet therapy avevano vomitato meno, altri avevano ritrovato il colorito del buon umore in viso, dimenticando depressione e apprensione, altri tornavano a chemio finita solo per incontrare i cani. Il dato scientifico significativo è stato l'aumento della pressione parziale di ossigeno nel sangue. E non è poco: è noto che la chemioterapia fa più effetto ed è meglio tollerata se c'è più ossigeno nel sangue. Lo studio è stato pubblicato e ci ha dato la forza per avviarne un altro e coinvolgere anche l'università di Pisa. In un reparto dove si parla sempre al passato vedere la gente adesso parlare al futuro è meraviglioso. La positività che si respira è un toccasana per tutti».


Leggendo queste dichiarazioni, non ci si stupisce più del fatto che anche i pazienti più ritrosi alla socializzazione abbiano cominciato a frequentare le sale comuni per godere della compagnia dei cani. Né si rimane perplessi vedendo questi cagnoloni accoccolarsi morbidamente sul letto di un degente anziano per farsi lisciare il lungo pelo (adeguatamente disinfettato e reso sicuro dal punto di vista igienico). E si sorride alla vista di malati che si scordano della flebo, appendice del loro braccio, per prodigarsi in carezze e ricevere umidi baci dai musi di questi meravigliosi esemplari canini.

Il dottor Mambrini non è nuovo ad iniziative originali in ospedale: a lui si deve, ad esempio, l'introduzione della musica e di concerti di cantanti famosi in corsia, per allietare e far guarire attraverso la musicoterapia i suoi degenti.

Sarebbe opportuno pubblicizzare il più possibile queste iniziative, dando loro la giusta visibilità e prendendole come esempio da diffondere nel maggior numero possibile di ospedali o ricoveri. Spazziamo via la malasanità anche con una zampata e un colpo di coda!

Di Ilaria © Riproduzione Riservata
TAG  pet therapy   cani   ospedale  
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