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Drogometro: il test anti droga

Come l’alcol, anche gli stupefacenti sono nemici della sicurezza stradale; così ora si prova anche il drogometro per riconoscere chi sgarra.

Il test della saliva

Il test è detto “speditivo”, cioè di uso immediato, e si esegue con uno speciale tampone che viene passato sulla lingua e all’interno della bocca, fino ad inumidirlo completamente.
Test anti droga
Prima dell’esecuzione non si deve né fumare, né masticare nulla.
Per avere il risultato bisogna aspettare 8-10 minuti perché uno speciale apparecchio riconosce nella saliva un enzima, attivato solo dalle sostanze stupefacenti.

Se l’esame rileva la presenza di droghe nella saliva, al guidatore viene proposto l’esame del sangue. Se accetta, la polizia lo accompagnerà in una struttura ospedaliera, che raccoglierà due provette di sangue; una viene sigillata e archiviata per un anno, al fine di costituire una prova in caso di contestazione.

Ad oggi il test della saliva, a differenza dell’esame del sangue, non può costituire una prova valida dal punto di vista legale.
Il rifiuto del guidatore di sottoporsi al test comporta la stessa sanzione prevista per chi risulta positivo.

Il test della saliva è semplice e non invasivo, e può essere effettuato a tutti i guidatori sospetti di aver assunto stupefacenti (cosa impossibile con l’esame del sangue e delle urine).
Il drogometro, invece, consente di eseguire controlli su una vasta scala, senza richiedere risorse di cui sarebbe impossibile disporre. In più rappresenta un efficace deterrente per chi ha l’abitudine di mettersi al volante dopo aver usato stupefacenti, in quanto può essere impiegato a discrezione delle forze dell’ordine preposte a eseguire controlli su strada e non ci si può rifiutare di farlo.
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Esame delle urine

L’esame delle urine, che fino ad oggi è stato usato per la ricerca di sostanze stupefacenti nell’organismo, oltre a richiedere una maggiore organizzazione (la persona va portata in ospedale e fatto l’esame in video sorveglianza), se effettuato senza il test preliminare della saliva e se non associato all’analisi del sangue, presenta un problema dal punto di vista giuridico.

Individua, infatti, le droghe assunte anche molti giorni prima, rispetto al momento dell’esecuzione, per cui consente al guidatore di fare ricorso e spesso anche di vincerlo.
Basta che la persona sostenga di aver assunto droghe non prima di mettersi al volante, ma nei giorni precedenti, visto che le tracce di droga restano nell’urina per numerosi giorni.
Il drogometro invece, non dovrebbe lasciare spazio alle contestazioni, perché nella saliva si individuano solo le sostanze stupefacenti assunte di recente.

Le sanzioni per chi sbaglia

Le droghe, come l’alcol, possono causare rallentamento dei riflessi e una diminuita percezione del pericolo. Per questo motivo da alcuni mesi è in vigore il nuovo testo del codice della strada, relativo alla guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti.

Chiunque guidi in stato di alterazione psicofisica, dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da 1.500 a 6000 € e l’arresto da tre mesi a un anno. All’accertamento consegue comunque la sospensione della patente da 6 mesi a un anno.
Se si provoca un incidente le pene sono maggiori e si arriva anche al fermo del veicolo (se del guidatore).

Di © Riproduzione Riservata
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