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Silvio Berlusconi non è più Cavaliere (del lavoro)

Dopo quasi quarant'anni, il leader di Forza Italia non è più Cavaliere del lavoro. Alla luce delle ultime vicende giudiziarie, ha deciso di autosospendersi. Aveva assunto l'onoreficenza nel '77 per meriti imprenditoriali

Silvio Berlusconi non è più Cavaliere (del lavoro)

Prima la condanna a quattro anni di carcere (tre dei quali coperti da indulto), annunciati con la sentenza del 1 agosto, poi la conferma della Cassazione della pena accessoria, che allontanerà Silvio Berlusconi per due anni dalle cariche pubbliche. Ora, l’ultimo colpo: il leader si autosospende dalla sua carica di Cavaliere del Lavoro.

Andando con ordine: Berlusconi è decaduto da senatore, su effetto della legge Severino; non si potrà candidare alle europee, perché la pena accessoria al processo Mediaset prevede l’interdizione per due anni; non potrà né votare né essere eletto. E da oggi non potrà più definirsi nemmeno “Cavaliere”, per gli amici e nemici politici soltanto “Cav”. «Si pone dunqie il problema di come chiamarlo», scherza l’editorialista della Stampa Gramellini l’indomani della notizia.

L’autosospensione da Cavaliere

Confermate le condanne, quindi, era solo questione di tempo perché la Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro prendesse provvedimenti. Ma prima che il consiglio direttivo potesse pronunciarsi, il leader di Forza Italia ha mandato una lettera di autosospensione.
«Oggi si è tenuto il consiglio della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro – si legge nella nota – che ha concluso l’esame della posizione di Silvio Berlusconi dopo la sentenza di condanna della Corte di Cassazione del 1 agosto 2013. Il consiglio e il collegio dei Probiviri hanno così concluso l’iter previsto dalle norme statutarie, e che ha avuto inizio ben prima delle sollecitazione e polemiche sollevate a mezzo stampa».



«Nelle fasi conclusive di questa procedura, alla vigilia della riunione odierna, è pervenuta alla Federazione Nazionale una lettera di autosospensione di Silvio Berlusconi, pur avendo egli fatto ricorso alla Corte di Giustizia europea nonché avendo in corso di presentazione una istanza di revisione del processo che lo ha riguardato. Il consiglio direttivo ha preso atto dell’autosospensione».

Le reazioni
Gli esponenti di centro-destra già parlano di sciacallaggio
: quando una persona potente è in declino, chi era “salito sul carro del vincitore” si affretta a scendere.
Silvio Berlusconi, impossibilitato in qualsiasi senso, starebbe ora pensando di proporre in politica uno dei figli: Marina, la candidata più probabile, anche se la più restia (almeno finora) a ricoprire qualche carica, Barbara, che si è fatta strada nell’ambiente Milan, o Piersilvio, l'ultimo nome uscito e quello dato per più probabile.

Di Caterina Michelotti © Riproduzione Riservata
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